Mafia: trattativa, assolto l’ex ministro Mannino “per non avere commesso il fatto”

Mafia: trattativa, assolto l’ex ministro Mannino “per non avere commesso il fatto”

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Calogero Mannino con i suoi avvocati

L’ex ministro democristiano Calogero Mannino, coinvolto nel procedimento stralcio sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia, è stato assolto “per non avere commesso il fatto” dall’accusa di minaccia a corpo politico dello Stato. La sentenza è stata emessa dal Gup del Tribunale di Palermo, Marina Petruzzella. Per Mannino i Pm avevano chiesto 9 anni di carcere.
“Sono talmente stanco che non provo più emozioni e non riesco neppure a parlare”. Si chiude un capitolo doloroso… “Gia’ e io sono ancora qua, vivo, nonostante tutto”. Lo ha detto l’ex ministro Dc Calogero Mannino, particolarmente provato, dopo la sentenza di assoluzione nel processo con rito abbreviato Stato-mafia. Mannino non era presente in aula, ma ha atteso a casa la sentenza che gli è stata comunicata dai legali che ha ringraziato “per la fine di un incubo”.
“Andiamo avanti. Impugneremo la sentenza”. Cosi i Pm della Procura di Palermo, lasciando il palazzo di giustizia di Palermo, dopo l’assoluzione dell’ex ministro Calogero Mannino, hanno commentato la decisione del Gup Marina Petruzzella. “Valuteremo se impugnare la sentenza dopo averne letto le motivazioni”, afferma il procuratore Francesco Lo Voi dopo l’assoluzione dell’ex ministro Dc Calogero Mannino nel processo stralcio per la cosiddetta trattativa Stato-mafia. Il Gup ha assolto l’imputato dopo una brevissima camera di consiglio con la formula “per non aver commesso il fatto”. Il processo si celebrava in abbreviato.
“Siamo molto, molto soddisfatti. Soprattutto sotto il profilo umano. Questo secondo processo Mannino lo ha vissuto come un incubo. Finalmente questo incubo finisce…”. Così l’avvocato Nino Caleca che con Marcello Montalbano, Grazia Volo e Carlo Federico Grosso difende Mannino. “Questa assoluzione è una sorta di panacea per il povero onorevole Mannino che finalmente potrà godersi una vecchiaia tranquilla”. “Ogni sentenza è una sorpresa e noi abbiamo fatto il possibile, anche perché l’ipotesi accusatoria era ben costruita”. Sul ricorso annunciato dal Pm taglia corto: “In questo caso preferisco prima leggere le motivazioni prima di decidere se andare avanti o no”.

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