Marcolin: “Agrigento punto fermo. Ho mantenuto la parola data”

Marcolin: “Agrigento punto fermo. Ho mantenuto la parola data”

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L’occasione è stata data dalla presentazione del Movimento FARE! Con l’intervento della sen. Patrizia Bisinella, dell’on. Marco Marcolin e del segretario nazionale del Movimento, nonché sindaco di Verona, Flavio Tosi. Grande pubblico presente al Dioscuri Bay Palace Hotel di San Leone e noi abbiamo catturato Marcolin per una lunga conversazione.
La domanda “Che fare?” era propria del vecchio Lenin. Voi adesso passate decisamente al “fare” con il punto esclamativo. Dall’interrogativo all’imperativo categorico. Ma fare cosa e soprattutto per Agrigento, la Sicilia e la nazione visto che il lancio del movimento con Flavio Tosi avviene nella nostra città?
“Il fare l’ho dimostrato personalmente nella recente campagna elettorale. Da Flavio Tosi ho imparato che l’Italia si salva tutta insieme. Ricordo questo per ricordare quando Tosi ha accolto Napolitano che a sua volta ricordava che l’Italia era una e indivisibile. Il federalismo rimane nel nostro cuore e crediamo nei popoli e nel popolo siciliano.
Per noi non chiediamo nulla se non quello di vere insieme una comunità siciliana che si salva. Oggi sentiamo parlare solo di precarietà, di mancanza di lavoro e noi ci prepariamo a fare con loro e saranno i siciliani a dire che tipo di ruolo potremmo avere. Sicuramente oggi il nostro ruolo è
quello di proiettare il movimento e far passare l’idea dipoter stare insieme e di discutere, poter trovare una sintesi”.
L’insegnamento maggiore che avete ricevuto dalle recenti
elezioni quale è stato?
“Siamo stati riconosciuti e oggi passeggiamo per via Atenea con la gente che ci riconosce, ci avvicina, vede con piacere che io torni. Ha riconosciuto l’amore che io nutro per questa terra e oggi disinteressatamente sono qui per il piacere di vederci e discutere di problemi politici. Ecco, mi hanno
insegnato l’accoglienza.

Costituirete almeno una sorta di governo ombra che possa monitorare più da vicino l’amministrazione di questa città?
“Ho incontrato parecchie persone e saranno loro a costruire, non posso essere solo io l’artefice del loro destino.
Ognuno si prepari il ruolo che vorrà. Io mi impegnerò ancora per questa città e trovare persone per proporsi, e fare. Dichiarare oggi il dissesto è un po’ tardi e per l’abbattimento delle case abusive credo che si doveva andare a creare i presupposti per una sanatoria vera. Il governo ombra sotto questo aspetto potrebbe risultare una sorta di folclore. C’è bisogno di persone che diano il loro contributo, che portino delle idee e che queste idee se no vengono ascoltate da questa amministrazione siamo almeno ascoltate dalla prossima dove speriamo di esserci.
Magari non io personalmente perché non credo di poter assumere cariche in questa regione ma altre persone di buon senso che abbiano voglia di fare.
Di queste persone ne ho trovate molte a prescindere dalla appartenenza
politica. In Tosi riconosco la persona che possa aggregare persone diverse
per ragionare e trovare una sintesi.
Abbiamo scelto Agrigento perché la considero un punto fermo che deve essere riconosciuta a livello mondiale, da qui faremo conoscere il nostro movimento in tutta Italia. Già prima avevo fatto delle mie scelte, ho mantenuto le mie parole come sono abituato a fare, nessuna recriminazione
da fare, quello che ho fatto l’ho fatto volentieri e credo che se ad Agrigento Salvini è stato accolto da centinaia di persone con calore credo che sia stato merito di una squadra che oggi ritrovo tutta qua”.
A proposito di Salvini, vi ritrovate da qualche giorno con una città, Nissoria in provincia di Enna amministrata dal sindaco Glorioso che ha scelto di militare nella Lega. Il primo comune leghista. Siete andati a farci una visita? Che strategie adotterete?
“E’ positivo che le persone decidano di cambiare idea perché altrimenti la democrazia rimarrebbe ferma all’età della pietra. Massimo rispetto quindi. Flavio Tosi farà la sua strada, molto probabilmente diverremo anche alleati, non lo so, potrà essere. Faccio politica da 18 anni e anche l’imprenditore e capisco le  difficoltà della gente”.
Più difficile oggi per l’imprenditore redistribuire ricchezza?
“Ma se l’imprenditore non ce l’ha come fare a redistribuire ricchezza,
dobbiamo creare i presupposti perché l’impresa possa averne e crearne.
Se si danno soldi all’impresa per mantenerla in vita stiamo sbagliando,
ma dobbiamo mettere l’imprenditore nella condizione di reinvestire
nella sua azienda e di creare ricchezza.
Oggi i presupposti non ci sono perché il bilancio dello Stato è talmente impegnato nell’assistenzialismo che bisogna cambiare marcia però non è neanche facile trovare la medicina giusta anche se tutti ce l’hanno. Tutto è diventato più faticoso”.
Nei confronti della Chiesa il Movimento di Flavio Tosi avrà un atteggiamento più morbido, meno sprezzante di quello di Salvini?
“Se lei si ricorda nell’intervista durante la campagna elettorale le risposi che la questione immigrazione va gestita tra istituzioni e Chiesa. Caritas e istituzioni credo siano la cosa giusta per non lasciare in mano questa delicata situazione a persone che poi si rivelano criminali e profittatori. Non possiamo permetterlo e noi siamo molto vicini al pensiero ecclesiastico. Il Santo Padre per chi è cattolico è il Dio in terra. Per chi non lo è noi  chiediamo semplicemente il rispetto delle regole”.
Siamo in pieno battage senatoriale. Il deputato D’anna ha detto “E’ una fetenzia ma la voto la riforma”. Lei e voi che farete? Di certo non temete il ritorno alle elezioni.
“Che l’Aula si esprima, le dichiarazioni di Tosi sono note. Per quanto riguarda le elezioni può darsi che torni a ricandidarmi, non posso dire cosa farò fra due o tre anni. Questo per dirle quanto le persone siano ipocrite nel dire una cosa e farne un’altra e poi magari pensarne un’altra ancora. Noi
sappiamo dove siamo e cosa fare, le elezioni ci interessano relativamente, deciderà il popolo come del resto siamo abituati a fare. Per noi la legge elettorale doveva essere con la preferenza, e lo sosteniamo adesso. Si decidono a fare ma soprattutto a far tornare il lavoro e gli imprenditori possano fare impresa, guadagnare e redistribuire ricchezza”.
La gente disperata si rivolge ai due poli: Lega e 5Stelle. Perché votare Lega?
“Perché bisogna votare “Fare di Flavio Tosi”. Innanzitutto
fra noi e loro c’è grande differenza”.
Però cose in comuni ci sono come pure sembra che ci siano in atto prove tecniche di dialogo. Un ballottaggio tra di voi potrebbe non essere fantascienza.
“Non vogliamo creare consenso dal malcontento ma consenso in tutte le varie classi che sostengono l’ossatura di questo paese. Per fare capire che esiste un mondo di dialogo dove ci si possa confrontare e portare avanti le idee. E’ una cosa difficile ma speriamo di riuscirci. Per il ballottaggio, gli accordi si fanno prima e non dopo , è molto difficile, però qualcosa di buono qui l’abbiamo fatta, la gente ti ferma e ti riconosce, adesso cerchiamo di creare i nostri uomini, persone che si dedicano al territorio. Per il Senato,
mi creda, a un certo punto meglio che ci sia l’abolizione totale. Molto meglio, mi creda”.

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