Marcolin: “Se siete contenti votate gli altri, altrimenti sono io la speranza....

Marcolin: “Se siete contenti votate gli altri, altrimenti sono io la speranza. Arnone mi ha invitato a cena ma…”. E Salvini attacca Alfano

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Marco Marcolin e Matteo Salvini

Comincia a parlare prima che arrivi Salvini, Marcolin. E lo fa iniziando con una battuta: “Siamo in orario, visto che oramai mi sto adeguando ai vostri tempi. Si dice iniziamo alle 19 ma in realtà si sa che si intende alle 19,30/20,00… quindi siamo in ritardo al massimo di 5 minuti”. La gente apprezza l’umorismo del candidato sindaco Marcolin e sorride. Inizia il suo discorso sul palco il deputato venuto da nord. “Non starò ad elencare tutti i problemi di Agrigento. Ci vorrebbe l’enciclopedia Treccani. Certamentente di problemi ve ne sono tanti. Intanto ringrazio tutti quelli che hanno creduto in me in questa avventura”. Poi fa un’altra battuta. “Non voglio dire nulla contro i miei avversari. Uno di loro l’avvocato Arnone mi ha anche invitato a cena ma ho rifiutato. So che lui ha la denuncia facile… magari accetto prima che mi scada l’immunità parlmentare… Io sono la speranza di cambiamente, il nuovo. Se siete contenti di come stanno le cose votate per loro altrimenti votate me”.

Continua Marco Marcolin ad arringare la folla, ma lo fa senza toni eclatanti, sviscerando tutti i temi di un programma che vede al centro il recupero del centro storico “Portiamo l’università al centro della città e come succede a Treviso vedrete che questo porterà benefici soprattutto economici ai B&B e ai negozi che così tanto stanno soffrendo la crisi. A Treviso ha funzionato non vedo perchè Agrigento debba avere l’università in periferia quando è una risorsa di ricchezza che potrebbe essere collocata in uno stabile del centro”.

Poi il candidato della lista Noi con Salvini parla di vecchia maniera di fare politica e del nuovo: “Ognuno dei candidati sindaco rivali ha qualcuno dietro… dei burattinai. Io non ho nessuno se non il mio segretario federale Salvini. Non ho mai fatto nulla per Agrigento, in questo sono in pari con gli altri… ma io non ho mai governato e quindi non ho responsabiltà di come è stata ridotta la città. Non prometto miracoli ma onestà. Ora tutti ci invidano. Fanno i comizi nei quartieri, ma il primo sono stato io”.

Poi viene contestato da alcuni presenti. Pochi contestatori che manifestano in maniera civile il loro dissenso. Marcolin sul palco li nota e dice: “E’ giusto che oguno esprima la loro opinione e noi accettiamo le critiche… vorrei però che io abbia la possibilità di poter andare a manifestare come fanno loro e che il mio dissenso venga accettato in maniera educata come stiamo facendo noi”.

Un discorso articolato quello di Marco Marcolin che viene sottolineato da applausi e consenso.

Poi arriva Matteo Salvini e succede il finimondo. Il leader leghista sale sul palco mette la felpa con su scritto Agrigento che ribadisce essere, purtroppo, l’ultima città d’Italia per come è stata amministrata ed inizia il suo discorso. Tanti i cori. Tanti gli abbplausi. Salvini comincia ribandendo quelli che sono i tempi cari alla Lega Nord. In sintesi “prima gli italiani, prima gli agrigentini”. Poi parla anche di Italia, Europa…

E conclude il suo intervento con una battuta: “Se il 31 maggio finisce in una certa maniera… Angelino Alfano dovrà cercarsi un altro lavoro che sicuramente non sarà quello di ministro”.

Poi il bagno di folla per i due esponenti del nord e tante strette di mano.

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