Naro, dalla nascita del Mandorlo in fiore all’assessore assente

Naro, dalla nascita del Mandorlo in fiore all’assessore assente

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La Sagra del Mandorlo in fiore nasce a Naro nel 1934. Lo scopo era quello di promuovere i prodotti tipici agrigentini fornendo così uno strumento per il lancio e la commercializzazione di alcuni prodotti tipici siciliani.

L’idea venne al Conte Alfonso Gaetani, che vedendo nella vallata sottostante (valle del Paradiso) lo spettacolo che la valle offriva con i suoi mandorli infiorati, decise di trasferirla ad Agrigento, la quale avrebbe potuto dare maggiore risonanza mostrando questo spettacolo ad una più vasta platea.

La festa offriva fin dagli inizi varie manifestazioni legate all’evento quali raduni automobilistici, competizioni ciclistiche, podistiche, sfilate di carretti siciliani, esibizione di gruppi folcloristici.

Nel 1954 la sagra allarga i suoi orizzonti, estendendo l’invito a partecipare alla manifestazione ai Gruppi folcloristici europei, nasce così il “Festival Internazionale del Folclore” , nel 1961 la Sagra si arricchiste della presenza di Gruppi folcloristici di oltre oceano.

A Naro le tracce del Mandorlo in fiore sono, però, sempre rimaste.

Per non interferire con i festeggiamenti agrigentini, si decise di chiamarla festa della primavera narese, pur conservando i canoni tradizionali della sagra del Mandorlo in fiore che in concomitanza si svolgeva ad Agrigento.

Dunque, prima la sagra passò ad Agrigento per essere più apprezzata grazie alle capacità logistiche dell’ormai ex capoluogo di provincia. Adesso che a Naro le capacità logistiche e i posti letti nei tanti agriturismi e b&b non mancano la sagra, o omettendo il termine, il Mandorlo in Fiore è addirittura passato anche a Ravanusa. Ad annunciarlo, questa mattina, è stato un manifesto a cura dell’amministrazione retta dal Sindaco Carmelo D’Angelo. Niente da fare ancora a Naro. Dopo l’appello all’assessore Dainotto che aveva rassicurato che il programma era in fase di definizione, ancora non c’è niente di fatto e i commercianti insorgono contro l’amministrazione comunale. Ristoranti e alberghi vuoti dunque nel periodo in cui invece dovevano essere pieni.

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