Neapolis – Akragas: troppe coincidenze sospette: espulsione Astarita, attentati, partita truccata (video)

Neapolis – Akragas: troppe coincidenze sospette: espulsione Astarita, attentati, partita truccata (video)

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L'espulsione di Salvatore Astarita, ritenuta volontaria

L'espulsione di Astarita
L’espulsione di Astarita
L'espulsione di Salvatore Astarita
L’espulsione di Salvatore Astarita

Troppe coincidenze sospette, troppe date che si rincorrono e che diventano indizi gravi, sospetti pesanti. Dalle accuse mosse all’ex calciatore dell’Akragas, Salvatore Astarita, arrivato ad Agrigento nel settembre 2013 e passato al Torrecuso nel gennaio del 2015, si capisce che qualcosa non va. Attenzione alle date. Neapolis-Akragas, la partita finita nel mirino della magistratura si gioca il nove novembre del 2014. In quella circostanza Astarita si fa espellere al 32 del primo tempo. Scrivono gli inquirenti commentando un’intercettazione tra quest’ultimo e il presidente del Neapolis, Moxedano: “Astarita, pur di mostrarsi grato a Ciccarone e a Moxedano, violava il patto di fiducia con la propria squadra di appartenenza, ma non reggeva il peso dell’onta allorché i suoi compagni se ne rendevano conto, senza nasconderglielo e non sapeva chiedere aiuto ad altri che, ancora una volta, Antonio Ciccarone, affidandosi a lui perché gli trovasse un impiego in un’altra squadra”. In altre parole: i giocatori dell’Akragas, nel post gara contro il Neapolis, avrebbero chiaramente fatto intendere che quel fallo di mano non li aveva convinti. Insomma, Sasà Astarita viene sgamato. E non ha più futuro nell’Akragas, deve andare via.

Poi i due attentati patiti dall’Akragas. In dicembre il furgone della squadra, seppur in disuso. L’8 gennaio 2015 Astarita lascia l’Akragas e va al Torrecuso; il 12 gennaio viene bruciata l’auto di Feola. Insomma, una conseguenza temporale molto sospetta anche in considerazione del fatto che qualcuno ha storto il muso dopo l’espulsione di Astarita col Neapolis. Temporalità che non è sfuggita agli inquirenti calabresi che adesso vogliono vederci chiaro. Ecco tutte le accuse mosse ad Astarita: del delitto p. e p. dall’art. art. 1 co. 1 e co. 3  L. 401/1989,  come mod. dalla L. 146/14,  perché in qualità di calciatore dell’Akragas e quindi  quale partecipante a competizioni sportive organizzate dalle federazioni riconosciute dal Coni, incontro di calcio Neapolis-Akragas  appresso meglio indicato,  compiva atti fraudolenti al fine di raggiungere un risultato diverso da quello conseguente al corretto e leale svolgimento della competizione medesima, risultato influente ai fini dello svolgimento di concorsi, pronostici e scommesse regolarmente esercitati; in particolare, dopo continui contatti con  Ciccarone Antonio, direttore sportivo del Neapolis, definito ‘suo padre putativo’, contatti intervenuti anche per sollecitare il Ciccarone ad interessarsi per la risoluzione delle sue vertenze economiche con l’Akragas e di poco antecedenti all’incontro di calcio Neapolis-Akragas,  valevole per la Serie “D” Girone I, disputato in data  09.11.14, conclusosi poi col risultato di 2 a 2, si faceva espellere al 31’ minuto del primo tempo del predetto incontro calcistico, lasciando la sua squadra in dieci, fuori casa, in quanto essendo già stato ammonito, compiva un plateale fallo di mano volontario in area avversaria per ribadire in gol un cross del compagno di squadra, realizzando un comportamento fraudolento connotato da un “quid pluris” rispetto alla mera violazione delle “regole del gioco”, ponendo cioè in essere un artifizio e/o raggiro atto a modificare fraudolentemente la realtà, alterando così il corretto e leale risultato della competizione sportiva.  

In Mugnano, il 09.11.2014

Ciccarone Antonio, Moxedano Mario, Astarita Salvatore, (Pignatta Luciano)

Del delitto p. e p. dall’art. 81 cpv, 110 cp, art. 1 co. 1, 2  e co. 3  L. 401/1989,  come mod.dalla L. 146/14,  perché, in concorso tra loro, con più atti esecutivi di un medesimo disegno criminoso, nelle rispettive qualità di direttore sportivo del Neapolis, il primo,  di presidente del Neapolis, il secondo,  di calciatore dell’Akragas con funzione di intermediario il terzo, di calciatore del Sorrento il quarto (la cui posizione è al vaglio degli inquirenti), si offrivano e/o promettevano reciprocamente denaro e/o altra utilità o vantaggio (ovvero si intromettevano nel favorire l’accordo) quali partecipanti a una competizione sportiva organizzata dalle federazioni riconosciute dal Coni (o comunque nelle qualità sopra indicate), incontro di calcio Neapolis-Sorrento, appresso meglio indicato, con conseguente accettazione del denaro o altra utilità o vantaggio o comunque con accoglimento della relativa promessa, al fine di raggiungere un risultato diverso da quello conseguente al corretto e leale svolgimento della competizione medesima, risultato influente ai fini dello svolgimento di concorsi, pronostici e scommesse regolarmente esercitati; in particolare Ciccarone Antonio e Moxedano Mario offrivano/promettevano  a Pignatta Luciano, che veniva contattato mediante l’azione agevolatrice di Astarita Salvatore,  denaro o altra utilità o vantaggio, affinché la squadra del Sorrento uscisse sconfitta dall’incontro di calcio di Serie “D” Girone I con la squadra del Neapolis, disputato in data  23.11.14, conclusosi poi  effettivamente col risultato di 3 a 0, in favore del Neapolis. In Meta di Sorrento il 21.11.2014.

 

 

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