Nuccia Palermo, la “Salvini in gonnella”: “La mia Agrigento deve tornare protagonista”

Diego Romeo

Agrigento

Nuccia Palermo, la “Salvini in gonnella”: “La mia Agrigento deve tornare protagonista”

di Diego Romeo
Pubblicato il Set 14, 2018
Nuccia Palermo, la “Salvini in gonnella”: “La mia Agrigento deve tornare protagonista”

Abbiamo intervistato il consigliere comunale di Agrigento, esponente (da poco) della Lega di Salvini, Nuccia Palermo. Ecco di seguito i pensieri espressi dalla giovane politica.

Per lei l’adesione alla Lega rappresenta un punto di svolta politica. Oserei dire esistenziale. Ne vogliamo dire le motivazioni?
“Vede, l’adesione alla Lega di Matteo Salvini non rappresenta altro che la continuazione di un percorso, il mio, iniziato ben 3 anni addietro e che finalmente trova la giusta casa perchè ne condivide il tragitto. Sono indipendente da circa un anno e di no politici ne ho detti tanti soprattutto a cavallo di due campagne elettorali importanti quali le regionali e le nazionali. Ciò significa che non ho mai sofferto di quella strana paura e frenesia del collocarsi politicamente ad ogni costo per timore di rimanere fuori da un ormai vecchio scenario politico regionale, provinciale e comunale che, a mio parere, andrebbe semplicemente spazzato via. Ho sempre vissuto la politica con passione ed ardore e dove poter rispecchiare la stessa forza e determinazione se non in Matteo Salvini? Ecco, mi rispecchio in lui e apprezzo la sua capacità di trasformare le parole in fatti senza se e senza ma”.
La situazione politica agrigentina e comunale è così deludente da farle decidere a questo passaggio?
“Cercherò di essere magnanima nella risposta anche se mi verrà difficile esserlo. E’ uno scenario politico desolante e fallimentare frutto di decenni di mala politica. Siamo il Comune e la Provincia più abbandonata in assoluto dello stivale pur essendo stati al contempo il trampolino di lancio per la carriera politica di molti illustri concittadini che poi sembrano aver dimenticato le proprie radici e la propria terra. Oggi, finalmente, la LEGA entra ad Agrigento ed in provincia dettando il cambio di passo e cercando di spazzare via una classe dirigente vecchia, poco produttiva e non rispettosa di coloro che gli avevano riposto fiducia. La politica dell’assistenzialismo come giustificazione e contentino per il mancato investimento sul territorio, in termini di infrastrutture, di incentivi per le piccole e medie aziende, di defiscalizzazione e tanto altro ha terminato i suoi giorni”.
Su quali linee politiche e su quali suggerimenti potrà basare e coniugare il rapporto politico tra la Lega ed Agrigento?
“Agrigento è una provincia importante che merita rispetto ed attenzione. E’ la porta sul Mediterraneo e questo accende i riflettori sul tema immigrazione e sicurezza, come si è potuto vedere dalle recenti notizie, ma non solo. Il Governo è stato più che chiaro, perchè la Lega è una forza di governo insieme al Movimento 5 stelle con il quale si ha un dialogo positivo anche a livello provinciale, sugli obiettivi da raggiungere e sulle problematiche da trattare a livello nazionale che cascano a pennello sulle esigenze della nostra realtà. La pacificazione fiscale, ad esempio, darebbe una grande boccata d’ossigeno anche alle aziende del nostro territorio per lo più piccole e medie e consentirebbe tramite oculate manovre ed incentivi comunali lo sblocco di uno stallo micidiale in cui sono attanagliate le nostre attività commerciali . Ed ancora, la riduzione delle tasse a chi produce lavoro, la Fornero quota 100 ed una tassazione con obiettivo del 15% aiuterebbero ad alleggerire un malessere economico e sociale troppo sentito nell’agrigentino dando poi modo alla politica locale di aiutare la nostra città nella risalita. Ma i temi davvero caldi sono acqua, rifiuti (quindi convenzioni in generale con i privati) e infrastrutture. Su questo garantisco un’azione concreta della Lega”.
Molte reazioni di questo passaggio saranno state positive. Ma di altre reazioni anomale ne ha ricevute?
“Sorrido a questa sua domanda perchè effettivamente le uniche reazioni anomale sono state quelle di sparuti superstiti del PD locale. Però le giustifico perchè capisco che stanno affrontando un periodo difficile politicamente. Oggi fanno i conti con il proprio fallimento politico e non dev’essere una bella sensazione. La cosa che invece mi gratifica è la voglia di riscatto che palesa la gente nell’appoggiarmi in questo nuovo percorso dove a ritornare protagonista, questa volta in senso positivo, dev’essere la mia Provincia e la mia Agrigento”.


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