Numero di persone scomparse: Agrigento terza città in Sicilia

Numero di persone scomparse: Agrigento terza città in Sicilia

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Minori italiani e stranieri non accompagnati scomparsi. Se ne parlera’ domani a Palermo, in occasione della “Giornata mondiale dei minori scomparsi”, con familiari, politici e forze dell’ordine. L’incontro prevede gli interventi del sindaco Leoluca Orlando, della consigliera comunale Federica Aluzzo e dell’associazione Penelope Sicilia onlus, rappresentata a livello provinciale da Laura Zarcone (madre di Marcello Volpe, scomparso nel 2011). La scelta della data e’ emblematica, perche’ il 25 maggio 1979 negli Stati Uniti e’ scomparso Etan Patz, un bambino di soli 6 anni. Etan fu il primo bambino scomparso ad avere la sua fotografia stampata sui cartoni del latte, quella che oggi, negli Stati Uniti, e’ divenuta una prassi frequente in occasione della scomparsa di persone. Dal 1983, in suo onore ed in onore di tutti i piccoli scomparsi, si celebra in tutto il mondo la Giornata internazionale dei bambini scomparsi. In Sicilia le persone scomparse sono 4.821, di cui 2.635 sono minori: la regione si colloca nella triste classifica degli scomparsi in Italia al secondo posto, preceduta dalla regione Lazio. La citta’ con il primato di bambini scomparsi e’ Catania, seguono Palermo, Agrigento, Messina. “Frutto di un lungo percorso iniziato tre anni fa con il comune di Palermo, Anci Sicilia e il comitato dei familiari siciliani delle persone scomparse – spiega la consigliera Federica Aluzzo – quest’anno si e’ deciso di dare seguito e maggiore concretezza ai diversi momenti di dibattito gia’ avuti sul tema, invitando a partecipare anche i rappresentanti delle Forze dell’Ordine, avendo come ospite il Generale Luciano Garofano ed anche il questore ed il prefetto di Palermo, per poter insieme ipotizzare un piano d’azione che serva a prevenire e potenziare le ricerche in caso di scomparsa”. “Il nostro progetto – afferma ancora la consigliera Aluzzo – cominciato nel 2013 con assemblee e raccolta di firme divulgata anche dall’Anci Sicilia a tutti i 390 comuni siciliani, consiste nel sensibilizzare sul tema e creare un piano d’azione che potenzi metodi e mezzi delle forze dell’ordine nel momento in cui si verifica la scomparsa di una persona cara. Al progetto abbiamo lavorato anche con la commissione regionale antimafia. Il vice presidente, Toto Cordaro, ha presentato pure un disegno di legge che e’ stato gia’ approvato all’Ars ma che attende il passaggio in Camera”. Il consiglio comunale di Palermo ha gia’ approvato alcuni atti presentati dalla consigliera Aluzzo sul tema, tra cui una mozione ed un Odg per favorire la divulgazione di fotografie delle persone scomparse nei punti cruciali di trasporto pubblico. Di notevole rilievo e’ stato inoltre l’incontro avvenuto a Roma nel febbraio 2016 tra la Consigliera Aluzzo ed il Commissario Straordinario per le persone scomparse Vittorio Piscitelli presso il Ministero dell’Interno in cui il Commissario ha apprezzato la sensibilita’ dimostrata dal comune di Palermo sul tema, e ha sottolineato l’importanza di creare all’interno delle questure una sezione dedicata alla ricerca delle persone scomparse che la prolunghi nel tempo e si dedichi a coordinare tutte le forze dell’ordine. Inoltre si e’ ipotizzata la creazione di una rete di specialisti siciliani, una task-force di supporto al piano provinciale gia’ esistente e ribadita l’importanza della tempestivita’ d’azione nelle ricerche. Il fenomeno dei minori scomparsi ha interessato molto, in questi ultimi anni, anche gli immigrati. Almeno 10 mila sono i bambini stranieri che in Europa sono scomparsi nel nulla. La meta’ di questi minori, e’ sparita mentre si trovava in Italia. Nel nostro Paese sono 18.287 i minori scomparsi (1.812 italiani e 16.475 stranieri) dal primo gennaio 1974 al 30 giugno 2015, sulla base dei dati forniti dalla Direzione Centrale della Polizia Criminale del Dipartimento della Pubblica Sicurezza. Tra le associazioni in prima linea per sostenere ed accompagnare a piu’ livelli i minori stranieri c’e’ Save The Children. Dall’inizio dell’anno al 20 maggio i team di Save the Children, con le loro attivita’ di sostegno, animazione ed informativa, sia nei porti di sbarco che nei centri di accoglienza, sono riusciti a raggiungere 5315 minori di cui 4631 minori non accompagnati e 684 accompagnati. “Cerchiamo in vario modo di attivarci anche noi per limitare il numero dei minori stranieri che scompaiono – dice Giovanna Di Benedetto portavoce di Save the Children -. Quello che ci sforziamo di fare e’ sicuramente di supportare i minori che arrivano nei porti e che poi vengono accolti nei centri, mettendoli a conoscenza di tutti i loro diritti e dei rischi relativi ad un loro possibile allontanamento dal centro. Interveniamo anche all’interno dei centri favorendo diverse attivita’ di partecipazione in cui i minori prendono consapevolezza maggiore del loro stato e del Paese in cui si trovano. Cerchiamo, inoltre, di facilitare il dialogo con gli operatori dei centri”. “Ribadiamo che le strutture devono essere adeguate a rispondere ai loro bisogni. La nostra mission e’ di sostegno ai ragazzi e non di monitoraggio dei luoghi di accoglienza ma nel nostro lavoro possiamo accorgerci di alcune criticita’. Gli allontanamenti dei minori constatiamo che avvengono a volte anche per le criticita’ dei centri. Diverso e’ il caso di alcune nazionalita’ specifiche, come quelle eritree e somale, che avendo un progetto migratorio di andare in altre paesi europei, vogliono allontanarsi presto dall’Italia. In questo caso li informiamo dei rischi possibili, proprio per la loro condizione di fragilita’, di cadere nelle mani di trafficanti o di giri malavitosi”.

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