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Omicidio del piccolo Loris: non è sua la sagoma che torna a casa?

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Clamoroso colpo di scena nel caso Loris Stival e la conferma che la battaglia tra accusa e difesa si gioca – e si giocherà – sempre più sulla contrapposizione di video e fotogrammi pro e contro la madre del bimbo di 8 anni, in carcere con l’accusa di infanticidio. Si chiama Amped Five l’asso nella manica dell’avvocato Francesco Villardita, legale difensore di Veronica Panarello, ospite in studio di Gianluigi Nuzzi, a Quarto Grado, nella puntata del 17 aprile. Villardita ha annunciato che i consulenti di parte da lui incaricati di approfondire le analisi sui video delle camere addotti dalla Procura di Ragusa per accusare del delitto di Loris la sua assistita, hanno smantellato in toto l’impianto accusatorio messo in piedi contro la Panarello.

Grazie all’uso del sofisticatissimo software di cui sopra usato anche dall’FBI, capace diripulire le immagini dei fotogrammi usando i filtri negativi che migliorano la qualità dei video, Villardita ha dichiarato: “Siamo in grado di asserire con assoluta certezza che la sagoma che nei video si vede rientrare in casa non è di Loris e che l’auto ripresa nella strada del canalone non è la Polo di Veronica ma verosimilmente una Fiat Punto”. I filtri negativi del software, ha spiegato Villardita, alterano i colori delle sagome: il bimbo che si vede uscire di casa con madre e fratellino – Loris, cioè – è di colore bianco e nero; quello che si vede rientrare, invece, di colore bianco.

Non solo, il conduttore ha fatto il punto sulle indagini ed ha sottolinetao l’altra importante novità: dopo mesi è giunto l’esito delle perizie sul traffico dati nel cellulare di Veronica durante i 45 minuti in cui secondo l’accusa è collocabile l’orario della morte di Loris Stival. Ebbene, durante quei minuti è stato appurato cheVeronica Panarello non chattò con nessuno, e che il traffico dati sul suo cellulare fu “un aggancio automatico alla rete” per un normale aggiornamento di un’applicazione installata nello smartphone. “Adesso i complici non ci sono più, gli amanti nemmeno, cade l’impianto accusatorio. Le indagini non hanno portato a nulla”, ha ribadito con veemenza, l’avvocato di Veronica, per commentare l’importante notizia. (tratto da urbanpost.it)

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