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Omicidio di Cattolica Eraclea: il mistero dell’auto. La salma di Miceli ancora sotto sequestro

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Giuseppe Miceli, la vittima e il luogo del rinvenimento del cadavere

Si infittisce di mistero la morte di Giuseppe Miceli, il marmista di 67 anni di Cattolica Eraclea (Ag) trovato morto la scorsa settimana nel suo laboratorio. L’uomo, da quanto rivelato dall’autopsia e’ stato ucciso. L’uomo sarebbe morto per dei colpi inferti fra la nuca e la testa. La lesione al mento pare che sia successiva al decesso, forse determinata dalla caduta sul pavimento. Miceli sarebbe stato ucciso fra il tardo pomeriggio e la notte di domenica. Ad agire sarebbero state più persone e ad ucciderlo sarebbero stati i colpi sferrati contro la sua nuca utilizzando una lastra di marmo.

Gli investigatori, coordinati dal pm Silvia Baldi della Procura di Agrigento, stanno vagliando tutte le ipotesi. Sembra che un’autovettura sia stata vista sfrecciare dalla via Francesco Crispi (dove è avvenuto il delitto) nella sera di domenica, proprio nelle ore in cui è stato commesso l’omicidio. E sembra anche che l’auto sia stata notata all’uscita del paese da una pattuglia dei carabinieri che stava facendo un posto di controllo che, però, non è riuscita a bloccarla.

Intanto la salma di Miceli non è stata ancora dissequestrata. I familiari aspettano la restituzione del corpo per poter celebrare i funerali che, non è difficile prevederlo, richiamerà certamente tutto il paese. Si può ipotizzare che il cadavere del povero cattolicese possa essere ridato ai familiari tra oggi e domani.

Il marmista era una persona ben voluta nel centro agrigentino e la sua morte, viste anche le modalità, ha lasciato sgomenta un’intera comunità.

 

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