Omicidio di Pordenone, l’indagato scrive una lettera

Omicidio di Pordenone, l’indagato scrive una lettera

818 views
0
SHARE
Teresa e Trifone

“Sono dispiaciuto per quanto é stato riferito in merito a fatti legati alla famiglia Ragone: non mi sono mai recato nella loro abitazione prima del tragico evento per cene o altro, e dopo il trasferimento di Trifone i nostri rapporti erano rimasti di cortesia, smentisco, dunque, uscite in pub o pizzerie assieme a lui»”.

Con queste parole inizia una breve lettera diffusa nella puntata di venerdì dalla trasmissione televisiva di Rete Quattro “Quarto grado”. Poche righe con le quali ha deciso di rompere il silenzio Giosuè Ruotolo, il 26enne militare di Somma Vesuviana unico indagato per l’omicidio di Trifone Ragone e Teresa Costanza.

Giosuè ha così voluto smentire qualunque antipatia nei confronti di Trifone: dopo il trasferimento di Ragone, Ruotolo ha definito «di cortesia» i loro rapporti, lasciando intendere peraltro anche un altro aspetto di rilievo: non erano rimasti “amiconi”. Infatti Ruotolo precisa: niente uscite in pub o nelle pizzerie assieme all’ex coinquilino.

«Soprattutto – ha affermato Ruotolo nella lettera – sono dispiaciuto per una mia presunta richiesta di 25 euro alla famiglia Ragone che mi sarebbero stati dovuti per il saldo di un pregresso debito del mio commilitone Trifone. Preciso nel modo più assoluto di non aver mai compiuto una tale richiesta e ritengo offensivo attribuirmi un fatto di così basso valore morale». Un passaggio in cui emerge tutta la voglia del giovane campano di difendere la propria integrità, la dignità di uomo, non solo di militare.

Nei pensieri di Giosuè sembra trovare un posto particolare la famiglia Ragone. Il 26enne indagato per il duplice omicidio non nasconde tutta la propria profonda sofferenza per quanto sta accadendo, accostando il proprio dolore a quello della famiglia di Trifone.

«Provo rispetto nei confronti della famiglia Ragone per l’immenso dolore che sta vivendo – ha concluso Giosuè nella lettera –. Chiedo nel contempo che sia rispettato anche il dolore mio e dei miei familiari per il coinvolgimento in questa triste vicenda alla quale mi sono da sempre ritenuto estraneo».

Nella puntata di “Quarto Grado” è emerso un elemento nuovo riguardante lo smartphone di Ruotolo, nel quale sarebbe stato trovato un autentico “archivio fotografico”, una finestra spalancata sulla vita, gli interessi e le passioni del giovane militare. In quello smartphone c’era una foto di Trifone e Teresa, sorridenti a Parigi, davanti al museo del Louvre. Foto che sarebbe stata scattata due anni fa e poi diffusa sui social network.

Intanto la Procura potrebbe risentire a breve soldatesse e commilitoni di Trifone e Giosuè per far luce nuovamente su dinamiche, antipatie e simpatie dell’ambiente militare. Già la scorsa settimana, nell’ambito della trasmissione si era parlato di una presunta passione di Giosuè nei confronti di una soldatessa.

NO COMMENTS

LEAVE A REPLY

* Copy This Password *

* Type Or Paste Password Here *