Omicidio di Teresa e Trifone: il giallo dei vestiti rubati all’agrigentina

Omicidio di Teresa e Trifone: il giallo dei vestiti rubati all’agrigentina

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Teresa Costanza

I fidanzati uccisi nel parcheggio del palasport Crisafulli avevano subìto uno strano furto. Qualcuno aveva rubato tutti i vestiti di Teresa Costanza introducendosi non nell’appartamento all’ultimo piano della palazzina di via Chioggia 5, bensì nel box al piano terra, usato dai due ragazzi come ripostiglio. Un furto banale, come tanti altri, o un dispetto nei confronti della trentenne che da pochi mesi aveva raggiunto l’amore della sua vita a Pordenone?

Alla luce dell’esecuzione del 17 marzo questo episodio potrebbe essere rivalutato dagli inquirenti, specie se sarà imboccata definitivamente la pista passionale. Il furto, infatti, fatta eccezione per qualche oggetto che apparteneva a Trifone Ragone, si è limitato ai vestiti della trentenne. Perchè? Nel box – attualmente sotto sequestro – c’erano anche due mountain bike e diverso materiale dell’Esercito che avrebbero potuto avere un buon mercato. Il furto risale alla fine della scorsa estate.

E l’autore ha approfittato del fatto che i due giovani innamorati erano in vacanza in Puglia, ad Adelfia, cittadina in cui vive la famiglia Ragone. A rendere ancora più strano il furto è che nel guardaroba di Teresa Costanza non c’erano vestiti d’alta moda. Gli amici pordenonesi dicono che non era solita sfoggiare indumenti costosi. E anche le fotografie scattate durante le serate con le amiche nei locali di Milano la ritraggono nella sua semplicità.
La pista passionale non è mai tramontata.

Ed è in tal senso che il 23 marzo scorso, quando i carabinieri del Ris sono venuti a Pordenone per i sopralluoghi nell’appartamento di via Chioggia e nel lato ovest del palasport, gli esperti dell’Arma hanno verificato tra via Nitti e via Girolami, a pochi passi dal palasport, la segnalazione di un abitante che si era rivolto al 112 perchè aveva trovato delle strane rose rosse sparse in strada e su un albero.

«Le ho notate portando fuori il cane – aveva raccontato mentre i carabinieri guardavano attorno ai fiori – non ricordo se lunedì o martedì sera. Dopo quello che è successo ho chiamato i carabinieri, erano rose strane, fresche, ma con il bocciolo reclinato». Il Ris le aveva esaminate per qualche minuto, avevano raccolto dei mozziconi di sigaretta, poi la camionetta aveva ripreso la strada verso la caserma del Comando provinciale dell’Arma.

(tratto da il gazzettino.it)

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