Omicidio di Teresa e Trifone: il giallo di un suicidio

Omicidio di Teresa e Trifone: il giallo di un suicidio

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Teresa e Trifone

“Piuttosto che tornare a Pordenone mi sparo” diceva Gianfranco Manconi, campione di pesi che si allenava nella stessa palestra di Trifone Ragone prima di togliersi la vita lo scorso febbraio. Una morte sospetta, come scrive Giallo, dietro il duplice omicidio di Trigone Ragone e Teresa Costanza, i due fidanzati uccisi lo scorso 17 marzo nel parcheggio del palazzetto dello sport di Pordenone.

A parlare, in esclusiva per Giallo, è un amico diGianfranco Manconi, bodybuilder di fama nazionale originario di Bortigali, un paese in provincia di Nuoro, trovato morto con un colpo di fucile al cuore il 17 febbraio scorso a Bosa Marina, in provincia di Oristano.
“Sono certo che Gianfranco conoscesse Teresa, me lo aveva detto qualche tempo prima di uccidersi. Si erano conosciuti in alcuni locali notturni dove lui lavorava come buttafuori e Teresa, invece, come barista o ragazza immagine (…) Non sono in grado di dirvi se la morte di Gianfranco e il duplice omicidio di Teresa e Trifone siano collegati, ma non vi nascondo che noi amici, dal giorno dell’agguato della coppia, ci pensiamo giorno e notte (…)”. (tratto da blitzquotidiano)

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