Omicidio di Teresa e Trifone: uccisi da un conoscente?

Omicidio di Teresa e Trifone: uccisi da un conoscente?

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Teresa e Trifone

Ancora non si conoscono gli esiti della perizia balistica sui bossoli della calibro 7.65 con cui il killer di Teresa Costanza e Trifone Ragone ha esploso 6 colpi contro di loro, 5 dei quali fatali. Intanto vanno avanti i rilievi su cellulari, pc e tablet della coppia di fidanzati, giustiziati in auto, mentre si trovavano nel parcheggio del Palazzetto dello sport di Pordenone, lo scorso 17 marzo.

I carabinieri sperano di trovare qualche preziosa informazione nei dispositivi elettronici in uso ai fidanzati, qualche contatto o numero di telefono che possa indirizzarli sulla pista investigativa da prediligere rispetto a quelle battute finora, prima fra tutte l’ipotesi di una ‘vendetta trasversale’ connessa ad un presunto regolamento di conti tra bande rivali, in cui Trifone si sarebbe involontariamente trovato coinvolto perché amico del ‘picchiatore’ rumeno autore di un pestaggio fuori dal Riverside di Valvasone.

Gli inquirenti sospettano che Trifone fosse minacciato da qualcuno e temesse di subire ritorsioni, come confidò al padre Francesco durante una telefonata intercorsa qualche giorno prima di essere ucciso: “Papà, sono preoccupato, ho un problema …ma non ti spaventare, è qualcosa che si risolverà presto”. Così il militare dell’Esercito al genitore, tradendo una forte preoccupazione in merito ad una questione ‘spinosa’ di cui però non volle far cenno. “Quando ci vediamo di persona, ne parleremo”, disse inoltre per rassicurare il padre.

Intanto il Messaggero Veneto pubblica alcune indiscrezioni in merito alla ipotesi investigativa più accreditata secondo il parere di un esperto, il criminologo e docente all’Università di Oxford, Federico Varese, che sul duplice omicidio di Pordenone dice: “Escluderei la criminalità organizzata o un killer assoldato. Anche la pista degli anabolizzanti è debole, almeno sotto il profilo economico. Mi soffermerei, invece, sugli ambienti che frequentavano, anche fuori dal lavoro. Forse lì hanno conosciuto qualcuno, è successo qualcosa? Certamente a monte vi è stato un dissidio molto profondo”.

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