Omicidio farmacista: arrestata 39enne

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Cronaca

Omicidio farmacista: arrestata 39enne

di Redazione
Pubblicato il Dic 13, 2017
Omicidio farmacista: arrestata 39enne

Una donna di 39 anni, Patrizia Porcello, è stata arrestata, ad Arese (Milano), per una condanna, divenuta definitiva, a 17 anni e 6 mesi con l’accusa di concorso in omicidio a scopo di rapina.

La donna, che era domiciliata nella cittadina dell’hinterland Milanese e aveva l’obbligo di dimora, è coinvolta nell’omicidio di un’anziana farmacista, Giuseppina Jacona, uccisa con una coltellata alla gola a Blufi (Palermo) il 21 novembre 2013, delitto per il quale sono già stati arrestati i due esecutori materiali.

I tre puntavano ai molti contanti che la donna teneva in casa, ma erano riusciti a portarne via solo una piccola parte.

Patrizia Porcello è stata portata a San Vittore.

In manette infatti erano già finiti, subito dopo l’aggressione, Angelo Porcello, zio di Patrizia, 51 anni e un curriculum criminale alle spalle, e il nipote Gandolfo Giampapa di 19 anni appena. I due puntavano al tesoro che Giuseppina Jacona, la farmacista del paese, teneva in casa, in contanti: quasi 620mila euro, che sono stati ritrovati dai militari subito dopo il delitto.

L’anziana era stata colpita alla gola con un coltello mentre si trovava dietro al bancone del negozio. I due poi avevano cercato di scappare ma erano stati subito presi.

Al puzzle mancava però un tassello. Il ruolo di quella nipote 36enne senza un lavoro fisso, che viveva vicino alla dottoressa Jacona e spesso le chiedeva dei soldi, come d’altra parte faceva lo zio. Secondo la ricostruzione degli investigatori il suo ruolo è stato tutt’altro che marginale. Patrizia conosceva molto bene i piani dello zio, che lo progettava da almeno un mese. Non solo, probabilmente l’aveva spronato, garantendogli tutto l’appoggio morale e soprattutto sostanziale: avrebbe nascosto lei il bottino, con il quale tutti e due avrebbero potuto ricominciare da capo lontani da quel paesino che evidentemente andava troppo stretto. All’altro nipote 19enne erano stati promessi mille euro. Mille euro per lasciare per terra, nel sangue, il corpo della farmacista ottantenne.

 


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