Omicidio-suicidio Agrigento: la figlia minorenne dell’assassino voleva salvare la madre

Omicidio-suicidio Agrigento: la figlia minorenne dell’assassino voleva salvare la madre

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Omicidio-suicidio Agrigento, uno dei cadaveri portato fuori la casa

Prima la separazione, poi la decisione di riprovarci, per tentare di salvare il matrimonio. Quindi, la nuova crisi. Questa volta fatale. Giorgio Luparello, piccolo imprenditore di 57 anni, ha sparato un colpo di fucile, calibro 16, alla moglie, Patrizia Moscato, 48 anni, centrandola in pieno. Poi ha rivolto l’arma contro se stesso e si ucciso. L’omicidio-suicidio si è consumato al quarto piano di una palazzina ad Agrigento, in via Alessio Di Giovanni, nel quartiere periferico di Fontanelle. Il folle gesto è arrivato al culmine di una lite: in quel momento in casa c’era la figlia di 17 anni, testimone della tragedia familiare. La ragazza è rimasta leggermente ferita al volto, sembrerebbe da un coltello, probabilmente in seguito a una colluttazione nel disperato tentativo di fermare il padre. Non ci sono certezze al riguardo, ma sembrerebbe che l’uomo, forse quando la figlia ha tentato di proteggere la madre, le abbia scagliato contro la prima cosa che gli sarebbe capitata sotto mano: un coltello da cucina, uno di quelli che normalmente si trova sulla tavola apparecchiata. I carabinieri, che si stanno occupando delle indagini, hanno già sentito la minorenne che, nonostante il forte stato di choc, ha risposto alle domande. E’ probabile che tornino a interrogarla nelle prossime ore. In ospedale, al “San Giovanni di Dio”, dove la ragazza è stata subito trasferita, i medici le hanno diagnosticato ecchimosi in varie parti del corpo e le hanno dato alcuni punti di sutura. La vittima è stata freddata da uno, forse due, colpi che l’hanno raggiunta, da distanza ravvicinata, sotto l’ascella sinistra. Lunedì probabilmente sarà eseguita l’ispezione cadaverica che potrebbe confermare le prime ipotesi avanzate dai carabinieri. Gli investigatori, subito dopo il rinvenimento dei cadaveri, hanno sequestrato il fucile, caricato a pallettoni, che, secondo gli accertamenti, sarebbe stato detenuto illegalmente. Spetterà alle indagini tecniche, che partiranno dall’analisi della matricola, cercare di stabilire la provenienza della doppietta. A chiamare il 112 e il 113, oltre ad alcuni vicini di casa che avevano avvertito i colpi d’arma da fuoco, è stata anche la figlia della coppia. Che il legame coniugale fosse in crisi, e da tempo, emerge anche dai post pubblicati su Facebook. A luglio del 2013, Giorgio Luparello scriveva: “Mia moglie non vuole unirsi e io sto male”. Un post che richiamava quello dell’11 maggio: “Sono disperato, sto perdendo l’unica anima che ho”.

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