Omicidio Teresa Costanza e fidanzato Trifone, testimone: “Ho sentito gli spari”

Omicidio Teresa Costanza e fidanzato Trifone, testimone: “Ho sentito gli spari”

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“Stavo mettendo la borsa della palestra in macchina, tra il sedile del conducente e del passeggero quando ho sentito gli spari. All’inizio ho pensato che potessero essere degli spari, poi pero’ ho accantonato subito l’ipotesi. Ho pensato fosse impossibile che qualcuno stessa sparando e ho pensato che fossero degli scoppi di petardi. Ho chiuso la portiera, mi sono seduto sul sedile del conducente e sono rimasto un paio di minuti nel parcheggio per leggere la mia busta paga. Non ho ricordo di aver notato nessuno”. E’ la testimonianza resa oggi dal giovane di 24 anni che la sera del 17 marzo 2015 si trovava nel parcheggio del palazzetto dello sport di Pordenone proprio mentre venivano uccisi i due fidanzati Teresa Costanza e Trifone Ragone. Il giovane e’ stato ascoltato come testimone davanti alla Corte d’assise di Udine che sta celebrando il processo a carico dell’ex militare campano Giosue’ Ruotolo. Il giovane, che il pm Pier Umberto Vallerin ha ricordato essere indagato per l’ipotesi di reato di 371 bis (false informazioni al pubblico ministero) per alcune dichiarazioni “reticenti”, ha spiegato di non essersi presentato subito dagli inquirenti “perche’ – ha detto – ho pensato che aver sentito qualcosa senza aver visto nulla non servisse a niente”. Il giovane ha riferito anche che gli sarebbe parso “di sentire uno scooter all’altezza della colonnina elettrica dopo gli spari ma – ha aggiunto – non ho visto nulla. Nell’uscire dal parcheggio, un paio di minuti dopo – ha continuato – mi e’ parso di vedere un’auto bianca, forse una Ka”. In aula e’ stato proiettato anche il video del sopralluogo fatto sul posto con gli inquirenti in cui ha ripercorso i suoi movimenti all’uscita della palestra la sera del 17 marzo. Nel corso dell’udienza, oltre alla mamma di Trifone Ragone, sono stati sentiti anche tre Carabinieri che hanno partecipato alle indagini, due ai primi rilievi e uno all’acquisizione delle immagini delle telecamere di sorveglianza. Alla prossima udienza saranno ascoltati invece i genitori di Teresa Costanza, cinque dipendenti delle societa’ di gestione delle videocamere, un investigatore e uno dei Carabinieri che fecero le ricerche nel laghetto del parco di San Valentino dove venne poi trovata l’arma del delitto.

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