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Omicidio Vivacqua: ergastolo ai killer, 23 anni ai mandanti, assolta Germania Biondo

Sei ore di camera di consiglio dopo 14 mesi di dibattimento e 4 minuti bastano al presidente della Corte d’Assise di Monza Giuseppe Airò per pronunciare la sentenza sull’uccisione di Paolo Vivacqua, freddato da 7 colpi di pistola calibro 7,65 nel suo ufficietto di via Bramante d’Urbino a Desio la mattina del 14 novembre di quattro anni fa.

Ergastolo per Antonino Giarrana ed Antonio Radaelli già condannati a 30 anni per l’omicidio di Franca Lo Jacono consuocera del rotamat di Ravanusa ritenuti anche in questo caso esecutori materiali dell’omicidio; 23 anni per Diego Barba e Salvino La Rocca a cui la Corte ha deliberato anche la sospensione della patria potestà genitoriale e la reclusione in un carcere di massima sicurezza per almeno 3 anni. Assolta invece, “per non aver commesso il fatto” Germania Biondo moglie separata di Paolo Vivacqua.

Per lei la pubblica accusa Donata Costa aveva chiesto 23 anni e 6 mesi disponendo però alcuni mesi or sono l’obbligo dei domiciliari dopo aver subito una delicata operazione all’ospedale San Gerardo di Monza.  La Biondo è scoppiata in un pianto dirotto, consolata dal suo legale, l’avvocato Manuela Cacciuttolo, ed ha reso a chi scrive queste dichiarazioni: “Avrei voluto abbracciare i miei figli che mi mancano tanto”.

Che però – le abbiamo ricordato – soprattutto Davide – oggi presente in aula con la consorte e la moglie del fratello maggiore Antonio –testimoniando ha avuto per lei parole durissime. Accusandola senza mezzi termini d’aver dato l’ordine di uccidere l’ex marito.

“Sì, sono stati durissimi e questo mi ha fatto molto male ma questa sera avrei voluto abbracciarli”. Germania Biondo ha detto che resterà ad abitare a Desio e si troverà un lavoro.

In aula anche la consorte di Diego Barba che è scoppiato in un pianto dirotto. Straziante una delle figlie che è stata condotta a forza da un parente fuori dall’aula.

Alla fine della lettura della sentenza invettive da qualcuno del pubblico contro la compagna di Paolo Vivacqua, Lavinia Mihalahe che assieme ad un’amica aveva assistito alla lettura ed ha subito preferito lasciare il Tribunale.

Sicuramente la sentenza verrà appellata dai difensori di Giarrana, Radaelli, Barba e La Rocca.

La Corte ha infine fissato la provvisionale 50.000 euro. Deposito delle motivazioni della sentenza fra 90 giorni.

 

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