Operazione Black list: ecco il libro mastro dell’imprenditore Massimo Campione

Operazione Black list: ecco il libro mastro dell’imprenditore Massimo Campione

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Massimo Campione, Dario Lo Bosco, Giuseppe Quattrocchi e Salvatore Marranca

Maria, Mariaaaaa. Ora chi ci cuntu a chisti? Cumsumato sugnu…(Ora cosa devo raccontare a questi? Sono ronvinato… ndr)”. Eccola, la preoccupazione, espressa in agrigentino stretto, di Massimo Campione, l’imprenditore fermato tempo fa con un vero e proprio libro mastro all’aeroporto di Palermo. Sulla ‘black list’ ci sono decine di nomi, cognomi e cifre di tangenti pagate a funzionari pubblici per ‘oleare’ il sistema degli appalti. Tre dei funzionari sono stati arrestati all’alba di oggi dalla Polizia di Stato di Palermo per concussione. Intercettato a sua insaputa mentre chiacchiera con la collaboratrice, Maria Grazia Butticè, indagata nella stessa inchiesta, Campione confida, in dialetto, la paura di essere scoperto e chiede alla donna come fare per non coinvolgere i nomi dei funzionari. “Un ni niscimu di sta cosa, è tinta sta cosa (non ne usciamo da questa vicenda, è una brutta vicenda ndr) – dice ancora Campione – c’ha diri… operai… saranno sicuramente…”. In altre parole, come dicono anche gli inquirenti, si tratta di “un ingenuo tentativo di stornare da se, soprattutto dai personaggi pubblici indicati nei fogli, i sospetti di un illecito coinvolgimento in un comune contesto di sistematica corruttela. Uno scomposto conato difensivo foriero invece di indizi fortemente espressivi di quel sistema”. Ma dopo avere capito di non avere altre vie d’uscita, l’imprenditore ha deciso di collaborare con la Polizia giudiziaria. “E così, maturata in Campione la consapevolezza della controproducente pretestuosità delle proprie spontanee precisazioni, ha finito per abbandonarsi a confidenze più veritiere spontaneamente, ammettendo di avere pagato tangenti a funzionari del Corpo forestale”.
Quando l’imprenditore Massimo Campione è stato fermato dalla Polizia, un controllo organizzato dalla Procura fin nei minimi particolari, dopo essersi messa d’accordo con la collaboratrice, Maria Grazia Butticè, detta ‘Margot’, su cosa riferire sul libro mastro, ha spiegato agli agenti che i nominativi nei fogli rinvenuti nella sua borsa erano di “muratori e imbianchini”. “La borsa in pelle nera è di mia proprietà. Altresì è di mia proprietà tutta la documentazione cartacea sopra meglio elencata che voi mi state sequestrando. Tengo a precisare che i nominativi annotati su questi fogli sono tutti riferiti a muratori, carpentieri e collaboratori vari di cui al momento non so riferire meglio”, diceva Campione. In quell’occasione, oltre alla documentazione, nella disponibilità della donna è stata rinvenuta anche la somma in contanti di 3.500 euro in n. 35 banconote da 100 euro l’una. Denaro contenuto in una busta gialla riposta dentro un porta trucchi custodito nella borsa di pelle della donna e che quest’ultima ha consegnato agli agenti operanti. Maria Grazia ‘Margot’ Butticè, ha quindi offerto ai poliziotti, “dichiarazioni del tutto conformi a quelle poco prima concordate con Campione – spiegano gli inquirenti – sostenendo che il denaro rinvenuto in suo possesso era della “Sistet Technology” e che le era stato consegnato dall’imprenditore la mattina dei 3 settembre per il caso in cui fossero sopraggiunte improvvise necessità di spesa. “Posto di fronte alle acquisizioni investigative assunte dagli inquirenti a seguito delle operazioni di perquisizione e sequestro del 3, 4 e 5 settembre scorsi Massimo Campione ha abbandonato progressivamente l’iniziale reticenza, certamente ascrivibile al tentativo di allontanare da sé e dai soggetti pubblici indicati negli appunti i sospetti di un coinvolgimento in un comune contesto di sistematica corruttela”, dicono gli investigatori. Infatti il 5 settembre “durante la fase di verbalizzazione degli atti di perquisizione locale e contestuale sequestro, l’imprenditore ha ammesso spontaneamente di avere pagato tangenti a funzionari del Corpo Forestale di Palermo e che, contrariamente a quanto affermato in occasione del sequestro del 3 settembre, i nominativi di Quattrocchi, Marranca e Tolomeo erano riferibili a funzionari del Corpo Forestale cui aveva elargito “decine di migliaia di euro…personalmente e in contanti, spesso presso i loro uffici o presso degli esercizi commerciali siti nei pressi dei loro uffici regionali”. Non solo. Lo stesso Campione ha anche ammesso davanti alla Polizia giudiziaria che a Dario Lo Bosco, il Presidente di Rfi arrestato oggi all’alba per concussione, “la tangente l’aveva consegnata per il tramite del Quattrocchi e Marranca, con i quali il Lo Bosco intratteneva rapporti diretti”. Interrogato il 5 settembre scorso Campione ha ammesso “di avere indebitamente erogato denaro a Pietro Tolomeo, Giuseppe Quattrocchi e Salvatore Marranca, oltre che a Liborio Cannarozzo, sostenendo tuttavia che, dovendo dare conto degli esborsi ai suoi fratelli ed avendo bisogno di denaro per ragioni personali, aveva riportato sugli appunti importi maggiorati rispetto a quelli effettivamente corrisposti, così da potere trattenere per sé l’eccedenza”.
Nomi, cognomi, cifre. Eccolo il nuovo libro mastro delle tangenti. Una vera e propria ‘black list’, come l’hanno chiamata gli investigatori che coinvolge imprenditori, funzionari pubblici insospettabili e, sembra, pure qualche politico. Si tratta di quindici fogli complessivi, di cui dieci manoscritti, scritti con una penna blu e con carta intestata, e cinque scritti al computer. In comune hanno l’annotazione di diversi nominativi con date e cifre corrispondenti. In particolare, “i cinque fogli scritturati mediante pc appaiono redatti in forma di tabulati, ogni stringa dei quali presenta a seguire una data, l’annotazione “Cons Massimo X’ – come scrivono gli inquirenti – il destinatario e talvolta la causale della consegna, l’importo impiegato ed infine una sommatoria progressiva con inizio nella somma di 10.000 euro e fine in quella di 502.626,88. euro”. Delle restanti undici stringhe sei, dopo la data, presentano l’annotazione “Pac Ft”e Tmg Fyrr, due l’indicazione “Cons Marran’ e ‘Marranca’, le ultime tre attestano l’avvenuta consegna di climatizzatoli e radiatori a Quattrocchi. A loro volta i fogli manoscritti ripetono sostanzialmente alcune delle annotazioni presenti sui tabulati ma si limitano ad indicare in colonna date e impatti con una sommatoria finale di questi ultimi. Secondo gli inquirenti “le somme ascritte con periodicità di tempi al duo Marranca-Quattrocchi altro non siano che tangenti sistematicamente corrisposte ai due funzionari, per assicurane favori e disponibilità per le plurime incombenze burocratico-operative connesse all’appalto vinto dal Campione. Un appalto, è bene ricordarlo, riguardante lavori estremamente tecnici e laboriosi, implicanti specializzazioni varie e complesse e coinvolgenti l’intero territorio isolano”. Ed inoltre il documento attesta come, al pari del Dec (Quattrocchi) e del Rup (Marranca), “illeciti versamenti siano stati fatti nel tempo a cura del Campione in favore degli altri soggetti menzionati negli appunti sequestrati, fra i quali, per ciò che al momento qui interessa, Tolomeo e Lo Bosco”. Per il giudice “un vero e proprio mastro delle tangenti, insomma, in cui l’imprenditore empedoclino annotava meticolosamente e con cura cronologica i vari esborsi effettuati e/o le regalie in favore dei soggetti pubblici considerati utili ai fini dell’impresa. Un documento invero assai prezioso che garantiva a fini di sostanziale bilancio imprenditoriale piena memoria dei costi occulti e allo stesso tempo assicurava dimostrazione certa e dinamica della corruzione, fungendo anche da potenziale forza di pressione verso ipotetici cedimenti degli infedeli funzionali”.

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