Catania

Operazione “Dirty smoke”: contrabbando di sigarette, 19 misure cautelari (vd e ft)

Operazione Dirty smoke, conferenza stampa

Operazione Dirty smoke, conferenza stampa

Operazione Dirty smoke, piazza di contrabbando

Operazione Dirty smoke, piazza di contrabbando

La Guardia di finanza di Catania ha eseguito 19 misure cautelari nei confronti di un’associazione a delinquere finalizzata al contrabbando di sigarette attiva nel  capoluogo etneo di cui cinque in carcere mentre per gli altri destinatari è stato disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. In manette sono finiti Nunzio Russo, di 67 anni, Santo Marchì, di 36 anni, Eugenio Russo, di 32 anni, Giuseppe Masitti, di 32 anni, e Pietro Zappalà, di 33 anni.

L’ordinanza è stata emessa dal Gip etneo. Nel corso dell’operazione denominata “Dirty smoke” è stato eseguito, tra l’altro, il sequestro dei veicoli utilizzati nei traffici. Le indagini hanno consentito di riscontrare che la banda aveva suddiviso il mercato in quattro zone, esercitando il controllo minuzioso su ognuna di esse e stabilendo per tutte i prezzi per la minuta vendita delle sigarette eliminando qualsiasi forma di concorrenza. Le cessioni, che venivano effettuate anche grazie a stalli posizionati nei punti di maggiore afflusso e transito dei clienti, erano garantite dagli ambulanti abusivi a un prezzo di circa 3 euro a pacchetto.

Operazione Dirty smoke, indagati

Operazione Dirty smoke, indagati

L’organizzazione aveva monopolizzato la vendita di contrabbando nella centralissima zona del mercato di piazza Carlo Alberto e al suo vertice c’era anche il figlio di un esponente riconducibile al clan mafioso catanese dei “Sciuto-Tigna”. L’area era stata suddivisa in quattro zone: il controllo era minuzioso e i prezzi fissati rigidamente per eliminare qualsiasi forma di concorrenza. Le vendite, che venivano effettuate anche grazie a stalli posizionati nei punti di maggiore afflusso, erano garantite dagli ambulanti abusivi a un prezzo di circa 3 euro a pacchetto. I dettaglianti al termine della giornata raccoglievano i tabacchi invenduti e li nascondevano in alcuni furgoncini, nelle cabine elettriche o telefoniche nei pressi della piazza. A tale scopo era utilizzata anche una “edicola” ambulante gestita da un’anziana che, nei giorni di assenza del venditore normalmente preposto, assicurava lo smercio al fine di mantenere il presidio della zona di influenza. I migliori stalli erano controllati dai soggetti più importanti: alcune postazioni erano in grado di assicurare un guadagno anche di oltre 1500 euro a settimana, garantendo al dettagliante una paga giornaliera di circa 50 euro. Nel caso di scarso rendimento nelle vendite, l’organizzazione sanzionava l’ambulante con una forte riduzione della paga. Riscontrate cessioni di tabacchi per quasi una tonnellata (pari a circa 50.000 pacchetti di sigarette), per un totale di tributi evasi di circa 138.000 euro.

Operazione Dirty smoke, indagati

Operazione Dirty smoke, indagati

In vendita tabacchi di diversa qualità: sigarette provenienti dal regime “duty free”, di migliore manifattura, o le “tinte”, di scarsa qualità, con muffe e batteri in grado di provocare patologie infettive all’apparato respiratorio, digerente, nonchè al sangue. Le sigarette venivano acquistate dall’organizzazione al prezzo di circa un euro a pacchetto, assicurando così un margine complessivo di guadagno di 2 euro a confezione. I canali di approvvigionamento erano localizzati principalmente nell’area di Lentini, nel Siracusano. Per ridurre il rischio di controlli, i tabacchi venivano trasportati in auto e ceduti nei parcheggi di alcuni centri commerciali o del Palaghiaccio etneo.

Il gruppo era riuscito a ramificare la propria presenza anche in altri mercati rionali a Messina e Paternò.

Tutti gli indagati:

  • RUSSO Nunzio, classe 1948, colpito da ordinanza di custodia cautelare in carcere;

 

–              MARCHÌ Santo, classe 1979, colpito da ordinanza di custodia cautelare in carcere;

 

–              RUSSO Eugenio, classe 1983, colpito da ordinanza di custodia cautelare in carcere;

 

–              MASITTI Giuseppe, classe 1983, colpito da ordinanza di custodia cautelare in carcere;

 

–              ZAPPALÀ Pietro, classe 1982, colpito da ordinanza di custodia cautelare in carcere;

 

–              AMORUSO Salvatore Renato, classe 1963, colpito da ordinanza di obbligo alla presentazione alla Polizia Giudiziaria;

 

–              FIORENZA Biagio, classe 1963, colpito da ordinanza di obbligo alla presentazione alla Polizia Giudiziaria;

 

–              BIVONA Vincenzo, classe 1956, colpito da ordinanza di obbligo alla presentazione alla Polizia Giudiziaria;

 

–              BARBERA Roberto, classe 1963, colpito da ordinanza di obbligo alla presentazione alla Polizia Giudiziaria;

 

–              D’ALESSANDRO Davide, classe 1988, colpito da ordinanza di obbligo alla presentazione alla Polizia Giudiziaria;

 

–              MILICI Giovanni, classe 1955, colpito da ordinanza di obbligo alla presentazione alla Polizia Giudiziaria;

 

–              PUGLISI Armando, classe 1963, colpito da ordinanza di obbligo alla presentazione alla Polizia Giudiziaria;

 

–              ARENA Vincenzo, classe 1961, colpito da ordinanza di obbligo alla presentazione alla Polizia Giudiziaria;

 

–              RUSSO Francesco, classe 1951, colpito da ordinanza di obbligo alla presentazione alla Polizia Giudiziaria;

 

–              GIORDANO Concettina, classe 1935, colpita da ordinanza di obbligo alla presentazione alla Polizia

I particolari dell’operazione sonostati resi noti in procura, dal procuratore Michelangelo Patanè.

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