Operazione “Pittore barocco”, smantellata rete di spaccio: 10 arresti (ft)

Redazione

Catania

Operazione “Pittore barocco”, smantellata rete di spaccio: 10 arresti (ft)

di Redazione
Pubblicato il Mag 18, 2018
Operazione “Pittore barocco”, smantellata rete di spaccio: 10 arresti (ft)

Dieci le persone finite della rete dei carabinieri che hanno sgominato una florida rete dello spaccio attiva tra le province di Ragusa e Catania. In azione oltre 40 militari della Compagnia di Modica, con l’ausilio delle unità cinofile e dal Nucleo elicotteri.

Nove le persone arrestate (tra italiani e stranieri) di un’età compresa tra i 20 e 50 anni, una raggiunta dall’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Tra i destinatari della misura restrittiva, un imprenditore edile e il fornitore della droga di Catania.

Gli indagati utilizzavano una piccola impresa di ristrutturazione edile e di pittura – da qui il nome dell’inchiesta scattata a Modica, nel cuore del barocco – come copertura per gli incontri con il fornitore, facendo uso di un linguaggio criptico: si parlava di ‘mattonelle’, ‘pietre’, ‘stato di avanzamento lavori’. L’indagine che si è protratta da febbraio 2017 a marzo 2018 trae origine dall’attività investigativa del Nucleo operativo della Compagnia di Modica. In particolare l’attenzione era focalizzata su Achref Neila e Aziz Hacham, molto attivi nello spaccio nel cuore del centro storico di Modica bassa, sorpresi con 300 grammi di hashish.

Partendo da questo elemento e dalle continue segnalazioni di cittadini preoccupati per l’incremento dello smercio degli stupefacenti nelle piazze e nei vicoli del centro, sono stati documentati numerosissimi episodi di spaccio nelle piazze Campailla, Matteotti, Rizzone e nel quartiere della Vignazza, localizzando dei veri e propri laboratori di spaccio, realizzati in cantine e garage, dove veniva custodita la merce e dove spesso si realizzavano gli scambi.

I successivi periodi di osservazione e pedinamenti hanno consentito di individuare altri individui coinvolti, come il pregiudicato Mohamed Qantar, che non solo collaborava con i due extracomunitari, ma era riuscito ad inserirsi nel tessuto sociale locale, facendosi aiutare da alcune incensurate al fine di evitare qualsiasi controllo. Tra questi Laura Curto, che aveva garantito un luogo sicuro tra le campagne modicane dove nascondere lo stupefacente; il fratello Giovanni, con il ruolo di corriere, arrestato per il possesso di oltre 90 grammi di marijuana; Rosario D’Amico, sorpreso con 3 chili di hashish nascosti tra gli attrezzi da lavoro.

Questi ultimi utilizzavano come copertura l’attività d’impresa di ristrutturazioni edili e pittura intestata a Qantar, per effettuare i numerosi viaggi a Catania e reperire, acquistare e trasportare grossi quantitativi di droga, con la collaborazione di Francesco Di Mauro.

Un ultimo fronte è quello rappresentato dai rumeni Adina Toader, compagna di Aziz Hachiam, la quale collaborava per reperire gli acquirenti e Radu Nichifor, suo connazionale e spacciatore. Sequestrati, complessivamente, oltre 4 chili di stupefacenti.

Il comandante provinciale dell’Arma, il tenente colonnello Federico Reginato, ha sottolineato come in realtà i reati che derivano dalla droga comportano allarme sociale “anche perchè non si esauriscono nel rapporto tra consumatore e spacciatore. Creano un indotto illegale e illegittimo che favorisce il compimenti di altra serie di reati spesso collegati, come quelli di natura predatoria predatoria, rapine, scippi”.

Il pm Andrea Sodani parla di “linguaggio criptico. Il soggetto a cui faceva capo la rete, aveva una piccola impresa edile che serviva anche come copertura allo spaccio d droga pesante e leggera è stata fatta una attività di tipo tecnico con forte rilevanza indiziaria: nelle conversazioni emergeva un linguaggio criptico. Si concordava incontro per la cessione della droga, gli indagati si esortavano a non parlare e il titolare dell’impresa aveva una tale presa da farsi raggiungere per evitare il rischio del trasporto della droga.

Tra le singolarità emerse e sottolineate anche dal comandante della compagnia di Modica Francesco Ferrante, i pagamenti che avvenivano con ricariche di postepay, ma con un flusso contrario a quello che si sarebbe dovuto verificare. Arrestati Mohammed Qantar, 38 anni, marocchino; Francesco Di Mauro, 40 anni, catanese; Aziz Hacham, 35 anni, marocchino; Radu Nichifor, 31 anni, romeno; Adina Toader, 26 anni, romena; Rosario D’Amico, 49 anni, modicano; Giovanni Curto, 37 anni, modicano; Laura Curto, 28 anni, modicana; Achref Neila, 26 anni, tunisino; obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per una persona di 50 anni, G.N.  Modica.

 


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