Operazione “San Giuseppe”: circonvenzione di incapace e prostituzione, tre arresti

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Operazione “San Giuseppe”: circonvenzione di incapace e prostituzione, tre arresti

di Redazione
Pubblicato il Lug 11, 2018
Operazione “San Giuseppe”: circonvenzione di incapace e prostituzione, tre arresti

Anziani picchiati e narcotizzati, costretti a vivere ai limiti della schiavitù e in condizioni precarie.

E’ quanto hanno scoperto i carabinieri del Comando provinciale di Caltanissetta che stamani hanno dato esecuzione tra Niscemi e Gela a tre misure di custodia cautelare in carcere.

Manette per Emanuele Murana, 60 anni, detto “Neli Iattareddra”, Daniel Vasile Ciubotaru, 19 anni ed Elena Ciubotaru, alias Gabriella, 45 anni. I primi due sono detenuti a Balate, la donna ad Agrigento. Una quarta persona ha subito il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalle vittime ed è ricercata.

L’operazione, denominata ‘San Giuseppe’, ha permesso di sgominare una banda dedita alla circonvenzione di incapaci che da anni imperversava su Gela raggirando anziani indifesi.

“Nel corso dell’attività d’indagine, che ha permesso di individuare ‘vittime e carnefici’ – spiegano gli investigatori dell’Arma-, è emersa una profonda e preoccupante violazione della dignità umana, posta in essere da un manipolo di delinquenti ai danni di ignari soggetti”.

Pur di accaparrarsi beni di ogni genere, gli indagati avrebbero addirittura malmenato alcune delle loro vittime, dopo aver praticato la narcotizzazione e, in alcuni casi, li avrebbero fatti vivere ai limiti della schiavitù e in condizioni precarie.

Le indagini che non si sono avvalse di attività tecnica né intercettazioni telefoniche sono andate avanti da novembre 2017 a maggio 2018. A capo della banda formata da romeni c’era un pluripregiudicato del luogo.

I militari hanno approfondito alcune segnalazioni e ascoltato le vittime, che molto spesso avevano voglia di parlare, ma non la forza di reagire poiché completamente assoggettati ai loro aguzzini.

“Di rilievo è il fatto che, probabilmente per la prima volta, sicuramente per la zona, ma verosimilmente anche in Italia – concludono gli investigatori -, si proceda per una vera e propria associazione per delinquere finalizzata alla circonvenzione di incapaci”.

Un giro d’affari di almeno 100mila euro sottratti alle loro vittime con movimenti bancari e trasferimenti su money transfer.

E’ quanto hanno accertato i carabinieri del Comando provinciale di Caltanissetta, che stamani hanno dato esecuzione a Gela e Niscemi, a tre misure di custodia cautelare in carcere.

A capo della banda sgominata dagli uomini dell’Arma, coordinati dalla Procura di Gela, c’era Emanuele Murana, “una figura prepotente e carismatica” dicono gli investigatori, capace di gestire in prima persona l’organizzazione, avvalendosi della collaborazione di fedelissimi: la cittadina romena Elena Ciubotaru, detta Gabriella, e il nipote della donna Daniel Vasile Ciubotaru.

La prima era il vero e proprio ‘braccio operativo’ di Murana, per conto del quale svolgeva l’attività di dama di compagnia di anziani. Il suo compito era proprio quello di circuire le vittime attraverso piccoli momenti di intimità, per ricevere in cambio denaro e piccoli regali da dividere con il resto della banda.

Il nipote, invece, trait-d’union tra la Romania e la Sicilia, si occupava, invece, di ‘reclutare’ per conto di Murana le donne da affiancare agli ignari anziani.

“Una vera e propria agenzia matrimoniale – dicono gli investigatori dell’Arma – mostrando agli stessi un catalogo virtuale delle donne da scegliere”.

I carabinieri hanno ricostruito un giro di affari accertato di almeno 100.000 euro sottratti alle vittime, avvenuto tramite movimenti bancari e trasferimenti su money transfer, su attività di sfruttamento della prostituzione, e hanno fatto luce su un giro di estorsioni.


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