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“Pagò tangenti per sistemare appalto”: arrestati Dario Lo Bosco e due funzionari Forestale, indagato Massimo Campione

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Giuseppe Quattrocchi, Dario Lo Bosco e Salvatore Marranca

Lo scorso 17 Ottobre – nell’edizione numero 40 del settimanale Grandangolo - la nostra prima pagina recitava così: ” Sospetti su appalto milionario: Procura sequestra libro mastro delle tangenti.”
Infatti, settimane addietro all’aeroporto “Falcone e Borsellino ” di Palermo gli agenti della polizia giudiziaria hanno fermato l’imprenditore agrigentino, Massimo Campione, dell’omonima impresa di costruzioni e fratello del numero uno di Girgenti Acque. Nella borsa dell’imprenditore , sottoposto a minuziosa perquisizione, è saltata fuori una cartella dattiloscritta con una serie di nominativi tra funzionari pubblici e politici di riferimento, accanto ai quali erano dettagliatamente segnate copiose somme di denaro e relativa consegna.
Alle contestazioni successive, Campione ha cercato di smussare gli angoli , sostenendo che gli stessi fossero solamente appunti senza importanza. Ovviamente questo fatto non ha convinto gli investigatori che, subito dopo, hanno dato il via alla perquisizione degli uffici e dell’abitazione dell’imprenditore agrigentino.
Oggi, a distanza di quasi due settimane, si capisce l’importanza di quel diario e di quel materiale sequestrato dalla polizia giudiziaria: al primo posto della lista sequestrata, infatti, compare il nome di Dario Lo Bosco, raffadalese di origine, docente universitario e presidente delle RFI, la Rete ferroviaria italiana.
Nelle prime ore di oggi, la squadra Mobile di Palermo ha arrestato Dario Lo Bosco e due sue funzionari: Salvatore Marranca, responsabile del servizio tecnico, e Giuseppe Quattrocchi , capo del servizio conservazione del suolo). Secondo gli investigatori, le tre persone tratte in arresto , avrebbero ricevuto tangenti dall’imprenditore agrigentino, Massimo Campione, per evitare eventuali intoppi su un appalto da 26 milioni di euro bandito dal Corpo Forestale della Regione. Lo Bosco e gli altri due funzionari sono in regime di arresti domiciliari,come deciso dal Gip del Tribunale di Palermo.
Un giro di tangenti alla Regione che sta facendo tremare amministratori e politici di mezza isola. Indaga la Squadra Mobile di Palermo, avvalendosi della collaborazione dell’imprenditore agrigentino, Massimo Campione.

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