Palma di Montechiaro, 20 kg di droga nascosta tra i filari d’uva: zio e nipote fanno scena muta davanti al giudice

Redazione

Palma di Montechiaro

Palma di Montechiaro, 20 kg di droga nascosta tra i filari d’uva: zio e nipote fanno scena muta davanti al giudice

di Redazione
Pubblicato il Ago 10, 2018
Palma di Montechiaro, 20 kg di droga nascosta tra i filari d’uva: zio e nipote fanno scena muta davanti al giudice

Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere al giudice nell’interrogatorio di convalida, i palmesi Gioacchino e Angelo Mangiavillano, zio e nipote, rispettivamente di 52 e 30 anni, finiti agli arresti domiciliari dopo l’arresto compiuto dai Carabinieri.

I due sono comparsi davanti al Gip del Tribunale di Agrigento, Alessandra Vella, e hanno preferito non rispondere.

L’arresto dei due palmesi nasce dall’attività dei Carabinieri della stazione di Palma di Montechiaro, che stavano perlustrando le campagne della zona, e hanno notato uno strano via vai da un appezzamento di terreno.

Insospettiti dalla situazione, hanno subito chiesto rinforzi, cinturando l’area in questione. E così, dopo una manciata di minuti, una decina di militari dell’Arma hanno fatto irruzione nel fondo agricolo, dove sono stati subito rintracciate due persone del posto, zio e nipote, già noti alle forze dell’ordine.

Poco dopo aver iniziato la perquisizione, i sospetti si sono rivelati fondati: in un casolare, sono saltati fuori dei sacchi contenenti delle foglie di marijuana già essiccata e quindi pronta per essere verosimilmente smerciata.

Inoltre, con stupore, nascosto tra i vigneti circostanti, in particolare tra i vari grappoli d’uva, i Carabinieri hanno trovato altro abbondante quantitativo di marijuana, in fase di essicazione. Al termine delle operazioni, sono stati complessivamente rinvenuti e sequestrati venti chili di droga. Per i due palmesi,  Gioacchino Mangiavillano, e Angelo Mangiavillano, è subito scattato l’arresto in flagranza per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e l’Autorità giudiziaria ha disposto che venissero ristretti agli arresti domiciliari, in attesa dell’udienza di convalida. Si stima che il quantitativo di droga sequestrato, smerciato al dettaglio, avrebbe potuto fruttare circa100.000 euro.

 


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