Palma: scoppia nuovamente la guerra tra Cosa nostra e Stidda (foto)

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Ha una storia lastricata di lutti, violenza e appartenenza alla criminalità organizzata, Giuseppe Condello, lo stiddaro ucciso oggi in contrada Ciccobriglio i Palma di Montechiaro. Il padre, Ignazio  è stato ucciso a Naro il 20 gennaio 1985 in un agguato domenicale avvenuto poco fuori il paese, vicino ad una fontana. Con luì c’erano Angelo Bonello, Giovanni Lombardo e Salvatore Lauricella, tutti palmesi, rimasti feriti nell’agguato. Fu quello uno dei primi episodi di una guerra di mafia che esplose in provincia di Agrigento, tra mafia e Stidda e che lasciò sul selciato centinaia di morti ammazzati. Erano i tempi della lotta cruenta tra i Ribisi e gli stiddari, questi ultimi prima soccombenti e poi egemoni, al punto che oggi, tutti i pentiti di mafia e stidda, univocamente confermano questa tesi. Maurizio Di Gati, autorevole collaboratore di giustizia che voleva ricostruire la famiglia di Cosa nostra a Palma dopo i colpi inferti dalla magistratura e dagli stiddari, su questo punto è stato tranciando: in provincia di Agrigento due sono i comuni in mano alla Stidda: Palma e Camastra.

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