Paolo Vivacqua, torbida storia di soldi, rancore e tradimenti con… omicidio

Paolo Vivacqua, torbida storia di soldi, rancore e tradimenti con… omicidio

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Paolo Vivacqua, la vittima, Germania Biondo il presunto amante Diego Barba, Antonio Giarrana, Antonio Radelli Salvino La Rocca

“Ci troviamo di fronte ad un omicidio studiato da
chi ha brutalmente giustiziato Paolo Vivacqua”.
Rivolgendosi in modo specifico ai giurati popolari
che fanno parte della Corte d’Assise, Franco
Gandolfi, avvocato di parte civile per Lavinhia
Mihalache, compagna del rotamat di Ravanusa sintetizza
così quel che dirà “per la miglior tutela della
signora Mihalache e del figlio Nicols e quella deontologica
correttezza formale e sostanziale dell’accusa
cercando di armonizzare affinchè voi, in Camera
di Consiglio, possiate valutare se esiste una ragionevole
alternativa all’ipotesi accusatoria”.

E’ una torbida storia di soldi, tradimenti e un omicidio, quello di Paolo Vivacqua, i cui contorni vengono sempre di più stati delineati nel corso del processo. Rancori e interessi. Amanti e conviventi. Insomma una miscela esplosiva ed intrigante che viene svelata anche dalle intercettazioni. Come quella dell’ex moglie l’ex moglie che chiama la sorella e le dice: “Ha venduto i terreni, adesso gli posso levare 5 milioni”. Tre giorni dopo parla con l’amico Salvatore Grasta: “Ha fatto gli atti dei terreni e ora ha in tasca 5 milioni. Caino era e Caino rimane. Ora vediamo se posso levargliene almeno la metà”.

Una storia quella dell’omicidio di Paolo Vivacqua che Grandangolo segue sin dall’inizio e che potrete approfondire acquistando il numero online del settimanale Grandanngolo dove leggerete l’itervento della difesa della parte civile che definisce Paolo Vivacqua come un “bancomat”.

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