Papa Bergoglio in Sicilia: grande attesa e grandi speranze (ft)

Maristella Panepinto

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Papa Bergoglio in Sicilia: grande attesa e grandi speranze (ft)

Pubblicato il Set 14, 2018
Papa Bergoglio in Sicilia: grande attesa e grandi speranze (ft)

C’è un detto siculo, che si usa nelle occasioni speciali, quando aspetti un ospite importante e fai le pulizie straordinarie, acquisti fiori e spargi profumi. “Aspetti forse il Papa?”.

Il vecchio adagio calza a pannello alla Palermo di questi giorni. Una corsa contro il tempo, con squadre di operai comunali, miscelati a quelli della curia, volontari e vigili urbani.

Corso Vittorio Emanuele è diventata un salotto. Una cartaccia non la trovi manco se la cerchi. La Cattedrale ha i portoni sbarrati. Resteranno così fino al pomeriggio del 15, quando il Papa incontrerà i religiosi. Unica eccezione, la celebrazione quotidiana della messa delle sette del mattino. Quella meno affollata.

Andando a memoria, i palermitani non ricordano i portoni chiusi della cattedrale da chissà quanto tempo. Il parroco, don Filippo Sarullo spiega che si tratta solo di ragioni logistiche. Vanno montati gli schermi, organizzati i posti a sedere. Intorno si vocifera che la scelta è per ragioni di sicurezza. La cattedrale è uno degli obiettivi ritenuti sensibili e quindi l’allerta è massima. Nel frattempo una squadra di operai del comune sta spuntando la chioma delle palme.

“Lo stiamo facendo all’ultimo momento, ci spiega uno di loro, per un qui pro quo con la curia. In realtà la competenza sarebbe loro, ma va bene così. L’ordine è di sistemare tutto entro e  non oltre la giornata di oggi”.

Sempre nel frattempo, passa veloce il sindaco Leoluca Orlando. È diretto a una conferenza stampa a Palazzo Asmundo. Butta un occhio ai lavori in corso e poi tira dritto trafelato. Una barista della zona cerca di raggiungerlo ma non fa in tempo. Si rivolge a noi. “Siete giornalisti vero? Chiedo a voi quello che volevo chiedere al sindaco. Perché nel giro di 24 ore la strada che costeggia la missione di Biagio Conte è stata asfaltata, catramata e illuminata? Vivo lì da sempre e da sempre mi pareva una favelas. Roba da aver paura a mettere il naso fuori una volta fatto buio. Ci voleva il Papa per fare ciò che andava fatto da decenni?”.

Andiamo a verificare. È vero.

Le due strade che incrociano la sede principale della Missione speranza e carità – dove il Papa pranzerà con extracomunitari e carcerati – sono come nuove. Non sembra neppure di trovarsi in un quartiere di confine. Davanti al cancello c’è un ragazzo di colore. Lo fermiamo. Ci sorride. “Sono felice. Vedrò il Papa. È buono. È umile. Sta stare con gli ultimi. Volete sapere altro?”. Ci saluta cordiale e va via.

Intanto  a Palermo è attivo il piano straordinario del traffico, con la zona rossa, da Brancaccio a Piazza delle Croci, Via Libertà, off limits. Decine le strade, anche non interessate dal passaggio del Pontefice, ma transennate, ed interdette a transito e sosta di automobili, per ragioni di sicurezza. Tra queste via Dante, via Volturno, via Bonello. Anche il porticciolo turistico della Cala è blindato, via terra e via mare. Al Foro Italico, per la celebrazione della Messa, si potrà accedere ai settori solo mostrando i pass, messi a disposizione gratuitamente e a migliaia. È previsto l’arrivo di 800.000 pellegrini, 500 pullman. Un migliaio i religiosi che hanno confermato la loro presenza 350 sono i giornalisti accreditati. 5000 gli uomini delle Forze dell’Ordine impiegate in un rigorosissimo piano sicurezza. A piazza Politeama invece è previsto l’arrivo di 4500 giovani. Potranno entrare con un pass gratuito, distribuito a vista con priorità per chi ha meno di 30 anni. In merito alla scelta di organizzare il mega incontro con la gioventù è montata la polemica: “sarebbe stato meglio proseguire l’appuntamento al Foro Italico, più ampio, più sicuro e con la possibilità di far partecipare molta più gente”, ci dice un noto esercente del centro.

Papà Francesco atterrerà su un volo militare all’aeroporto di Singonella. Da lì in elicottero fino al porto di Palermo. Arrivo previsto prima delle 11. Alle 11 e 30 la celebrazione eucaristica al Foro Italico, il momento in cui è prevista la maggiore concentrazione di folla. Quindi visita privata e pranzo alla missione di Biagio Conte. Nel pomeriggio tappa a Brancaccio, alla parrocchia di San Gaetano. Non dimentichiamo che il motivo principe della visita del Papa a Palermo è il venticinquesimo anniversario dell’omicidio del beato Pino Puglisi. Alle 16 l’incontro con i religiosi in Cattedrale e poi con i giovani a piazza Politeama. Tra un appuntamento e l’altro, il Papa attraverserà la zona rossa in papa-mobile e saluterà i fedeli. Alle 18 e 30 il volo da Punta Raisi verso Ciampino. Una visita di meno di otto ore, alle quali Palermo si sta preparando al meglio delle proprie possibilità, rendendo possibile anche quanto pareva utopia. Una città che recupera la sua innata eleganza. Una città ripulita da tante cose.

Ci voleva il Papa? Pare proprio di sì


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