Parla la figlia di Riina: “Mio padre non era un mostro. Quando era latitante noi eravamo con lui”

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Parla la figlia di Riina: “Mio padre non era un mostro. Quando era latitante noi eravamo con lui”

di Redazione
Pubblicato il Dic 10, 2017
Parla la figlia di Riina: “Mio padre non era un mostro. Quando era latitante noi eravamo con lui”

“Quando ci fu la strage di Capaci l’abbiamo saputo dal Tg, eravamo tutti sul divano. Mio padre era normale, non era né preoccupato né felice, e non è vero, come hanno detto, che ha brindato con lo champagne”. Parla Maria Concetta Riina, figlia di Totò u curto, il capomafia morto il 17 novembre scorso a Parma.

“Io non posso prendere le distanze da mio padre – dice in un’intervista a Le Iene Show in onda domani su Italia 1 –
perché mio padre ai miei occhi era un’altra persona, non era il mostro che vedete voi, che vede l’Italia intera. È stato un buon padre. E poi penso che ci sono delle cose che in cuor mio non sono state commesse”.

“Il problema è che nel momento in cui lo dico vengo attaccata, perché mio padre ha fatto comodo a tante persone –
sostiene – si è accollato tante cose che altrimenti avrebbero dovuto accollarsi altri. Era un parafulmine”.

“Non lo so se era uno stinco di santo, non lo devo giudicare io, sarà il Signore a giudicarlo, l’ha già giudicato del resto, è morto il 17 novembre. Se non era uno stinco di santo sarà all’Inferno, se lo era starà in Paradiso. Non lo so dove sarà”.

La figlia del boss poi racconta i 20 anni trascorsi con il padre durante la latitanza. “Noi eravamo con mio padre, stavamo insieme. In giro per l’Italia sempre, di continuo, non ci fermavamo mai. Non andavamo a scuola, era mia madre a farci da insegnante, perché giravamo sempre. Ma nonostante tutto facevamo una vita normale, andavamo a fare la spesa. Anche lui usciva normalmente, senza trucchi, senza maschere. Ti sembrerà allucinante eppure è così”.

E quando è stato arrestato? Risponde Maria Concetta: “Noi non c’eravamo. L’abbiamo visto in tv. Abbiamo raccolto le nostre cose, chiamato un taxi e siamo andati, mia madre e i miei fratelli, a Corleone”. E Bernardo Provenzano veniva a casa?

“No, non lo conosco io – dice – in televisione l’ho visto. Forse all’epoca con mio padre quando erano ragazzini a Corleone si conoscevano, penso, perché erano vicini di casa. Però io a casa nostra non l’ho mai visto”.


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