Pentito, arrivato in barca a Porto Empedocle, dice, “Troppi morti, ora collaboro...

Pentito, arrivato in barca a Porto Empedocle, dice, “Troppi morti, ora collaboro con la giustizia”

248 views
0
SHARE

“Ho deciso di collaborare perche’ ci sono stati troppi morti ed in particolare quelli di Lampedusa del 3 ottobre 2013, su cui io non c’entro nulla ed anche numerosi altri. Anzi preciso che i morti di cui si viene a conoscenza sono una minima parte tant’e’ che in Eritrea 8 famiglie su 10 hanno avuto delle vittime dovute ai viaggi dei migranti”. Lo dice l’eritreo Nuredin Wehabrebi Atta, sentito a verbale il 13 maggio scorso a conferma della sua collaborazione con l’autorita’ giudiziaria di Palermo. Atta e’ accusato, assieme ad altri, di associazione a delinquere finalizzata alla tratta di esseri umani. Stamattina e’ iniziata davanti al gup Angela Gelardi l’udienza preliminare del procedimento denominato “Ermias + 8″, nell’ambito del quale Atta ha partecipato in video conferenza da una localita’ protetta. I verbali con le sua dichiarazioni, in gran parte coperte da omissis, sono stati depositati dal pm Calogero Ferrara. Dopo il tragico naufragio di Lampedusa del 3 ottobre 2013, in cui morirono almeno 366 persone, la procura di Palermo ha portato a termine le operazioni “Glauco” 1 e 2 contro i trafficanti. A giugno 2014 la polizia esegui’ una prima tranche di arresti tra Agrigento, Catania, Milano, Roma e Torino (“Glauco 1″), ricostruendo le rotte e le tappe intermedie, caratterizzate spesso da stupri di massa e segregazioni, di quello e di numerosi altri terribili viaggi di centinaia di profughi, spinti e sfruttati durante le peregrinazioni dai componenti di un network malavitoso transnazionale, composto da eritrei, etiopi e sudanesi.

Non ci sono elementi per confermare o smentire un legame con fazioni terroristiche islamiche, ma certamente il “network dei trafficanti in Libia ha a disposizione armi in quantita'”. A dirlo il trafficante eritreo pentito.

“Tutti -afferma il pentito- i gruppi hanno a disposizione armi tra cui Kalashinikov, pistole Makarov ed altro tipo di armi. I quattro trafficanti di cui ho gia’ detto i nomi sono colora che gestiscono la maggior parte dei traffici di uomini dalla Libia”.

Atta sta parlando con i magistrati di Palermo dall’aprile scorso. L’uo,o, che si esprime in italiano, e’ giunto con barcone a Porto Empedocle (Agrigento) nel 2007, e li’ ha anche lavorato per un patronato nell’accompagnamento dei profughi e il loro ricongiungimento. Atta ha rivelato: “Dal 2013 la mia attivita’ criminale mi ha fruttato circa 4.000 euro al mese. Ho lavorato per l’organizzazione da dicembre 2013 sino al febbraio 2014″.

NO COMMENTS

LEAVE A REPLY

* Copy This Password *

* Type Or Paste Password Here *