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Piantagione di marijuana a Palma di Montechiaro, liberato Emanuele Burgio

E’ stato rimesso in libertà Emanuele Burgio, il bracciante agricolo di 24 anni, di Palma di Montechiaro, finito in manette nei giorni scorsi, insieme allo zio Francesco Cottitto, 41 anni, anche lui bracciante agricolo, perchè accusato di coltivazione ai fini dello speccio di sostanza stupefacente. Il gup del Tribunale di Agrigento, accogliendo le istanze presentate dall’avvocato difensore, Domenico Romano, ha disposto la liberazione del giovane, che si trovava agli arresti domiciliari, e che resta indagato a piede libero.
Nelle prossime ore vi sarà l’interrogatorio dello zio.

La vicenda è la seguente, alle prime luci dell’alba del 4 settembre scatta il blitz: la Polizia fa irruzione a Torre di Gaffe, agro di Licata, e in uno dei cinque tunnel presenti nel fondo agricolo (di proprietà della madre del 24enne) rinviene numerose piante di cannabis, alte 1.90m ed in piena fioritura, per un peso complessivo di 244kg. L’operazione – volta a reprimere la produzione ed il traffico di stupefacenti – è scaturita in seguito a numerosi servizi di appostamento che hanno permesso agli agenti di individuare con precisione il luogo in cui veniva nascosta la droga.

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