Porto Empedocle, Ambra Meli: “Il mio sogno? Fare la mamma…”

Porto Empedocle, Ambra Meli: “Il mio sogno? Fare la mamma…”

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Grandangolo ha avvicinato e conosciuto meglio Ambra Meli, transessuale
di Porto Empedocle aggredita recentemente a calci e pugni in un locale di San Leone, Agrigento. Il suo legale, l’avvocato Giuseppe Aiello, ha già sporto denuncia alla Procura della Repubblica. Le ipotesi di reato ipotizzate sono diverse: percosse, atti persecutori, lesioni personali e violenza privata. Intanto è già stato chiesto al sostituto procuratore un incontro per sentire Ambra ed i testimoni.
Chi era Ambra Meli? Chi è Ambra Meli?
“Ambra Meli è nata Andrea 40 anni fa ed oggi è una zia impeccabile che si divide tra la Sicilia e Roma. Ho grande calma interiore e sono sana di mente …”
Scusi, perché non dovrebbe esserlo?
“Ehh… perchè oggi chi cambia sesso viene visto dai più come uno squilibrato. Si nota anche dai comportamenti che assumono con te. Io invece posso dire che quando ho iniziato a capire cosa fossi, la mia sessualità, dopo un disagio interiore ho iniziato un percorso di cambiamento. Insomma, già a sei anni mi sentivo femmina ma ero un bambino e la differenza con i miei amici si accentuava sempre di più nei giochi e nei modi di fare”.
Qual è lo stato attuale delle transessuali in Italia?
Sembra che anche ad Agrigento e provincia i numeri siano in netta crescita, basti guardare i tantissimi annunci che si possono leggere sui siti web o sulla stampa tradizionale …
“Non conosco lo stato generale, in ampia scala, delle trans. Ma è vero che dalle nostre parti la presenza delle trans è in aumento, molti della zona
si rivolgono a me perché per loro sono ormai un’icona”.
Ma cosa significa, cosa ha significato, cercare di modificare la propria sessualità a partire da un piccolo centro di provincia come la sua Porto Empedocle?
“E’ significato essere determinati, anche davanti un ‘padre padrone’ che
in principio non voleva capirmi e che poi si è mostrato vero padre, andando
oltre i timori di una società che ti osserva, ti giudica. E che ha capito
che lo sbaglio non era di nessuno, era solo la mia natura. A 16 anni ero già
effemminato, non solo nei modi ma anche nell’aspetto. Io non mi sentivo
gay, per me era un’offesa. Io mi sentivo donna. Ma ad Agrigento non c’erano
infrastrutture per il mio cambiamento, non ci sono nemmeno adesso, e presa piena consapevolezza della mia situazione, tramite un’amicizia, sono andata a Torino ed a vent’anni ho cominciato le cure ormonali. Non mi identificavo più come un ragazzo..”
Il brutto episodio capitato a San Leone con delle lesioni subite le fanno pensare più ad un episodio isolato o a dell’intolleranza? Quanta omofobia si respira nell’aria?
“Sinceramente a dell’intolleranza. Ad Agrigento c’è chi c’è, la maggior
parte sono travestiti, e poi se la prendono con me. L’episodio
infatti è nato dopo uno sfottò ed il paragone tra un travestito e me. Io
investo tanto in bellezza perché mi fa stare bene … a Porto Empedocle
dopo il sindaco conoscono Ambra Meli! E comunque c’è tanta omofobia
soprattutto dalle nostre parti. Molti pensano abbia come un handicap,
certe volte lascio scorrere certe volte perdo la pazienza. Io non vado in giro ad offendere la gente, c’è tanta intolleranza ed ignoranza, ma per fortuna c’è
anche tanta altra gente che mi sostiene e mi vuole bene”.
Il caso Marrazzo e l’elezione di Vladimir Luxuria forse sono stati i due episodi che più, negli ultimi anni, vi hanno messo in buona e cattiva luce.
Ma di cosa ha bisogno Ambra Meli e le trans in generale per sentirsi parte integrante di una società che forse nel 2015 non dovrebbe più scandalizzarsi verso chi ha deciso di cambiare se stessi?
“Credo che il nuovo disegno di legge ‘gender’ vada attuato. Credo che ognuno debba essere educato a capire cosa vuole essere … io certi traumi infantili che mi hanno segnato non li avrei certo avuti. Se anche i piccoli si educassero a poter scegliere di essere gay o trans come una cosa normale, le
discriminazioni sparirebbero. Sono convinta ci sia bisogno di più informazione, tutela, inserimento nel lavoro.”
Tornando all’aggressione subita, so che ha incaricato come legale l’avvocato Giuseppe Aiello, come state procedendo dopo il fatto? Perdonerebbe i suoi aggressori?
“Col mio avvocato stiamo andando avanti, ha già presentato tutto in Procura e stiamo aspettando i tempi necessari del caso. Adesso è prematuro parlare di perdono, ma oggi non li perdonerei. E non perché sono cattiva. Le ragazze che mi hanno aggredita un domani potrebbero diventare genitori di
figli che faranno la mia scelta. La mia stessa, identica, scelta. E’ giusto che lo capiscano, che capiscano che il problema non sta in Ambra Meli e che forse le fobie ce le hanno loro …”.
Con la tua famiglia, che spesso vieni a trovare, è rimasto un ottimo rapporto. Oggi qual è il sogno nel cassetto di Ambra Meli? Se ne ha uno…
“Fare la mamma. Si, è proprio un sogno. E tale rimane”.
Grazie.
“Grazie mille a te”.

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