Porto Empedocle

Porto Empedocle, Operazione “Mare Sicuro”: il report della Capitaneria di Porto

Si è conclusa lo scorso  17 settembre l’operazione “Mare sicuro 2017”, campagna  condotta a livello nazionale secondo le direttive impartite dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e dal Comando generale delle Capitanerie di porto con l’obiettivo di tutelare la sicurezza della balneazione tramite il rispetto delle norme per la corretta fruizione del mare e delle spiagge, la sicurezza della navigazione con particolare attenzione a quella da diporto e in generale il corretto e sicuro svolgimento della stagione balneare, anche attraverso la salvaguardia dell’ambiente marino e costiero. L’attività, è stata suddivisa in due fasi: una preparatoria ed una esecutiva. Durante la prima fase preparatoria sono state realizzate, in collaborazione con le amministrazioni provinciali e comunali, iniziative per sensibilizzare l’imprenditoria di settore e i cittadini sul corretto uso delle spiagge e degli specchi acquei destinati alla balneazione e alla navigazione da diporto, con l’obiettivo di prevenire i comportamenti contrari alla sicurezza in mare e lungo le coste, così da evitare incidenti e favorire una tranquilla fruizione dei litorali. Per rendere gli operatori turistici partecipi al sistema di sicurezza è stata confermata l’iniziativa già intrapresa dell’autoverifica effettuata a cura dei concessionari balneari, tramite la compilazione di una check-list. Inoltre, gli stessi sono stati invitati a svolgere la capillare diffusione, nei confronti dei frequentatori dei lidi, delle informazioni, raccomandazioni e norme per l’esercizio in sicurezza delle attività turistico balneari, invitandoli altresì a segnalare tempestivamente situazioni e comportamenti che potrebbero generare pericoli per l’incolumità pubblica.

Al fine, poi, di potenziare la già strutturata campagna a livello nazionale di educazione ed informazione all’utenza, sono state diffuse raccomandazioni di

varia natura, già riproposte negli anni scorsi, tramite la stampa locale, allegando il “decalogo del bagnante” per le finalità di prevenzione, nonché la diffusione e la conoscenza del numero blu “1530” e le principali regole di pesca sportiva e sicurezza della navigazione.

Non sono mancati, poi, mirati interventi di qualificati ufficiali durante le “giornate della sicurezza in mare” organizzate in collaborazione con la Lega Navale, finalizzate a ricordare le normative di settore a tutela dei bagnanti ed in genere sul corretto uso delle aree demaniali marittime

  • La fase esecutiva/operativa, avviata nel periodo “caldo” della stagione da fine giugno in poi, ha visto l’impiego di 12 motovedette e gommoni e di 14 mezzi terrestri, e un dispositivo operativo di  80 militari giornalieri, nonché ricognizioni svolte con l’aereo ATR 42 “MANTA” del 2°Nucleo Aereo Catania, al fine di rafforzare ulteriormente il dispositivo di controllo nella stagione estiva.  L’attività di vigilanza si è svolta col metodo “mare/terra” basato sul coordinamento di unità navali e pattuglie di terra che consente più efficaci e rapidi interventi per fronteggiare le emergenze in mare e l’ottimizzazione delle risorse disponibili.
  • Con riguardo ai controlli sulle unità da diporto è proseguita la campagna “Bollino blu”, iniziativa del Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti finalizzata ad ottimizzare i controlli in mare ed evitare duplicazioni tra le forze di polizia. In pratica all’atto del primo controllo ciascuna forza di polizia operante in mare ha rilasciato all’imbarcazione verificata un bollino blu che viene esposto sullo scafo per attestare che i controlli di sicurezza hanno avuto esito positivo. Nel corso della stagione sono stati rilasciati 86 “bollini blu” e l’iniziativa ha avuto un riscontro estremamente positivo tra l’utenza diportistica che da tempo chiedeva l’adozione di strumenti che evitassero duplicazioni dei controlli in mare. Tale strumento ha, inoltre, consentito di ottimizzare ed economizzare l’attività delle forze di polizia in modo che il numero finale di verifiche eseguite, sia pur in lieve calo rispetto alle scorse stagioni, avesse numeri rilevanti in funzione del reale traffico diportistico regionale.

    Anche il fenomeno delle condotte pericolose in mare e in particolare della navigazione sottocosta, che tanto potenziale pregiudizio e turbamento arreca alla balneazione, risulta in linea con gli anni precedenti. In particolare, 66 sono state le sanzioni elevate a unità da diporto che hanno invaso la fascia della balneazione. Analoga considerazione può essere svolta per le condotte illecite rilevate a carico di acquascooters pari a 10 in tutto il Compartimento Marittimo di Porto Empedocle. Tali risultati sono il frutto non solo della campagna d’informazione condotta durante la fase preparatoria dell’operazione, ma anche della funzione di deterrenza rappresentata dalla presenza in mare delle unità navali del Corpo, verosimilmente, ha indotto a comportamenti più in linea con i dettami normativi;

    In caso di bagnanti o imbarcazioni in difficoltà è stato immediatamente attivato il dispositivo di soccorso costituito sia dai mezzi già in servizio di vigilanza che dalle motovedette destinate esclusivamente alla ricerca e soccorso in mare sempre pronte a muovere in pochi minuti per salvare le persone in difficoltà. In totale sono stati effettuati 25 soccorsi e salvate 202 persone in mare. Inoltre, su preciso indicazioni della Prefettura e sotto il coordinamento della Questura di Agrigento nelle giornate del week-end di Ferragosto, personale militare, in collaborazione con altre forze di polizia, ha proceduto a dar sgomberare il litorale da falò, tende, gazebi e bivacchi che, come da tradizione interessavano le spiagge della provincia agrigentina, soprattutto nelle ore serali e notturne, con grave nocumento per la pubblica e privata incolumità. Tale attività, per lo più preventiva, e solo in rari casi repressiva, ha fatto riscontrare un positivo ritorno in termini di drastica riduzione del tradizionale fenomeno dell’ accampamento e bivacco selvaggio lungo i litorali di giurisdizione. Le verifiche di sicurezza della navigazione hanno riguardato le unità da passeggeri e ro-ro passeggeri, le attività di imbarco/sbarco passeggeri, veicoli  o carri ferroviari da unità in servizio di linea, nonché la circolazione pedonale e veicolare negli ambiti portuali della zona marittima.

Inoltre, si è proceduto ad effettuare delle verifiche di sicurezza della navigazione sulle unità da diporto destinate al noleggio (soprattutto a

Lampedusa) al fine di accertare il numero di persone trasportabili, la navigazione effettivamente svolta in funzione di quella consentita e le dotazioni di sicurezza.

  • Con riguardo ai controlli eseguiti a terra, sono state effettuate 258 verifiche presso gli stabilimenti balneari volti ad accertare l’efficienza delle strutture sotto il profilo della sicurezza del bagnante. L’ormai collaudato sistema dell’autoverifica e il costante confronto e sostegno ai gestori balneari fa registrare un buon livello nel rispetto della legge da parte dei gestori dei lidi ricadenti sulla costa agrigentina da tempo indirizzati su un percorso volto alla costante elevazione degli standard qualitativi delle strutture balneari ove l’offerta di sicurezza costituisce elemento fondamentale che qualifica tutti i servizi offerti all’utenza;
  • Sono stati esperiti n° 620 controlli su aree demaniali marittime, redigendo n° 315 verbali amministrativi e n° 40 notizie di reato. In particolare si evidenziano le seguenti attività. Nella zona “lidi” nel comune di Porto Empedocle (Ag) si è proceduto al deferimento all’Autorità Giudiziaria dei proprietari di un chiosco/stabilimento per aver occupato abusivamente uno spazio demaniale marittimo senza essere in possesso di regolare titolo autorizzativo rilasciato da chi di competenza e al sequestro dei beni mobili siti in loco;

In località “Giallonardo” del comune di Realmonte (Ag) si è proceduto al deferimento all’Autorità Giudiziaria dei proprietari di un chiosco/stabilimento per aver occupato abusivamente uno spazio demaniale marittimo senza essere in possesso di regolare titolo autorizzativo rilasciato da chi di competenza e al sequestro dei beni mobili siti in loco;

  • Per quanto concerne l’attività ambientale, in seguito allo sversamento accidentale (a causa del malfunzionamento di una pompa di sollevamento) di acque reflue nel torrente Re in località frazione lido Azzurro Porto Empedocle, l’aliquota Guardia Costiera di P.G. presso la Procura della Repubblica di Agrigento ha proceduto al deferimento alla competente Autorità Giudiziaria dell’ente gestore con successivo obbligo di bonifica e ripristino dei luoghi che ha effettuato.

L’attività di campionamento delle acque contaminata da presunti sversamenti inquinanti è stata realizzata congiuntamente con la competente ARPA provinciale di Agrigento.

Il titolare di uno stabilimento balneare, in passato già deferito alla competente A.G. per la stessa motivazione, è stato nuovamente denunciato, con annotazione di P.G. in prosecuzione, per sversamento di acque abusive in mare.

L’accentuarsi dei fenomeni di erosione costiera e lo stato di fratturazione con conseguente alterazione dei complessi litologici lungo le coste hanno spinto questo Comando ad adottare nuove ulteriori limitazioni (con specifiche Ordinanze) sui litorali di giurisdizione, introducendo nuovi divieti di transito, balneazione e avvicinamento ad aree potenzialmente a rischio per la caduta di costoni franosi e detriti rocciosi.

Durante la stagione balneare, il litorale licatese è stato interessato dalla deposizione di uova, con conseguente schiusa, dopo 60 giorni circa, di esemplare di tartaruga “Caretta Caretta”, avvenimento raro che ha entusiasmato l’intera cittadinanza.

 

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