Porto turistico di Licata, Procura ordina un altro sequestro

Porto turistico di Licata, Procura ordina un altro sequestro

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Licata, altro sequestro nel porto turistico

Licata, altro sequestro nel porto turistico
Licata, altro sequestro nel porto turistico
Licata, sequestro porto turistico
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Licata, sequestro porto turistico

Licata, altro sequestro nel porto turistico
Licata, altro sequestro nel porto turistico

Cartelli indicanti lo stato di sequestro penale e l’apposizione di sigilli campeggiano da stamane al porto turistico di Licata “Marina di Cala del sole”, in un’area demaniale adiacente la foce del fiume Salso, dove erano stati realizzati un invaso con massetto in calcestruzzo.

Ad eseguire la misura è stata la sezione operativa navale della Guardia di finanza di Licata, come indicato nei cartelli. Si tratta di un secondo sequestro ai danni del porto turistico. Il primo, operato sempre dalla sezione navale della Guardia di finanza, avvenne nel mese di marzo dello scorso anno e ha riguardato un immobile destinato a bar-pizzeria, interessato da lavori edili malgrado la revoca della concessione demaniale da parte dell’Assessorato regionale Territorio e ambiente. Le indagini vengono svolte dal pm Salvatore Vella.

Sono diverse le indagini in corso sulla vicenda porto turistico di Licata.

Qualche anno fa, sempre la Guardia di finanza di Agrigento aveva perquisito le sedi di alcune società che avevano fornito sabbia e pietrisco per la costruzione del porto, ipotizzandosi un giro milionario di fatture false, emesse da alcune ditte di Ravanusa e Licata per giustificare la provenienza di materiale da cava, estratto in modo abusivo e fatto confluire nel porto turistico licatese.

Recentemente, nell’ambito di questa inchiesta, denominata “Bed rock” e affidata al sostituto Andrea Maggioni, sono stati sequestrati diversi documenti e atti presso gli uffici del Comune di Licata.

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