Postiglione: “Caso Saguto? Prima bisogna verificare bene i fatti”

Postiglione: “Caso Saguto? Prima bisogna verificare bene i fatti”

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Umberto Postiglione, già prefetto di Agrigento e Palermo

“Non conosco i fatti che sarebbero imputati alla dottoressa Saguto e agli altri. Non ho elementi per poter dare risposte e non so nemmeno di cosa dobbiamo occuparci per impedire che cosa? Prima verifichiamo che cosa e’ successo. Quando e’ certo quello che e’ successo, sapremo pure contro cosa ci dobbiamo muovere”. Lo ha detto il prefetto Umberto Postiglione, direttore dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione dei beni sequestrati e confiscati alla mafia, in merito all’inchiesta della Procura di Caltanissetta che ha coinvolto, tra agli altri, la presidente della sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo, Silvana Saguto, a margine della consegna di 210 beni confiscati alla mafia, tra appartamenti e terreni, agli amministratori di 24 comuni delle province di Catania, Messina, Ragusa, Agrigento, Catanissetta ed Enna. “Per parte mia – ha aggiunto Postiglione – ho un rapporto estremamente semplice attraverso i miei collaboratori con coloro che sono gli amministratori giudiziari. Noi chiediamo a loro quando arrivano di fare una relazione sulla tenuta del bene. Se da quella relazione e dai dialoghi successivi emergono fatti che non ci convincono, perche’ puo’ capitare che ci sia stata la possibilita’ di scelte che non condividiamo, li possiamo sostituire e tra l’alto quando li nominiamo noi applichiamo le tariffe piu’ basse che ci siano, quelle del tribunale di Reggio Calabria, per cui certe volte gli stessi amministratori giudiziari, che magari hanno altre procedure, rinunciano a diventare collaboratori dell’agenzia”.

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