Presto in libertà il muratore di S. Biagio Platani, Mario Alessi, l’assassino...

Presto in libertà il muratore di S. Biagio Platani, Mario Alessi, l’assassino del piccolo Tommy

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Mario Alessi, assassino del piccolo Tommy Onofri, condannato all’ergastolo, potrebbe usufruire dei permessi stabiliti dalla legge e dedicarsi al lavoro durante la giornata. L’uomo ha frequentato degli appositi corsi da fabbro e da giardiniere.

SCOPPIANO LE POLEMICHE – Sul caso si sono scatenate le polemiche. Monta l’indignazione comprensibile di Paola Pellinghelli. La madre di Tommaso si è espressa molto duramente nei confronti di questa possibilità, in base alla quale l’assassino del figlio potrebbe tornare ad essere libero. Secondo la donna non può essere rimesso in circolazione un delinquente, che tra l’altro avrebbe stuprato anche una ragazza.

LA VICENDA – Tutto inizia il 2 marzo del 2006, quando due sconosciuti fammo irruzione nella casa della famiglia Onofri, nelle campagne di Parma. Erano circa le 21. I genitori di Tommaso e il fratellino Sebastiano sono immobilizzati e Tommaso, di soli 18 mesi, viene rapito. Il bambino è malato di epilessia ed ha anche la febbre. Il padre, direttore di un ufficio postale, lancia subito l’allarme, ma del piccolo non si riesce a trovare nessuna traccia. Circa otto giorni dopo le forze dell’ordine eseguono una perquisizione in un magazzino di proprietà di Paolo Onofri e vengono rintracciati delle immagini e dei filmati pedopornografici.

REGISTRO DEGLI INDAGATI - Il padre di Tommaso è iscritto nel registro degli indagati. Il 16 marzo il corpo del bambino rapito viene cercato nelle acque del fiume Magra, ma il tutto si rivela una falsa pista, perché si era fatto questo tentativo sulla base delle indicazioni fornite da Maria Rita Busi, una sensitiva milanese. Le indagini a poco a poco cominciano ad essere rivolte verso un gruppo di persone, fra le quali c’è almeno una donna. Viene anche individuata un’impronta digitale trovata sul nastro adesivo usato dai rapitori per immobilizzare i familiari di Tommaso. Questa impronta appartiene al pregiudicato Salvatore Raimondi. Viene coinvolto nell’indagine anche Mario Alessi, un pregiudicato di 44 anni, che aveva preso parte ai lavori di ristrutturazione della casa degli Onofri e che originario di San Biagio Platani, paese della provincia di Agrigento.

UN ALIBI SMONTATO – Alessi viene ascoltato in Procura e presenta un alibi, che viene poi smentito da alcuni testimoni. Le forze dell’ordine cominciano ad indagare nell’ambiente di San Biagio Platani, in provincia di Agrigento, paese di origine di Mario Alessi. Proprio qui vivono alcuni componenti della famiglia dell’ex moglie di Paolo Onofri, Francesca Traina. Il compagno di quest’ultima si trova in carcere per omicidio. La Polizia e i Carabinieri continuano le indagini, ispezionando le campagne e i casolari che si trovano nella zona di Parma, di Mantova e di Reggio Emilia. Vengono sentite circa 40 persone. Il primo aprile del 2006 Mario Alessi, dopo un’interrogazione durante alcune ore, confessa l’omicidio del piccolo Tommaso e dà le indicazioni sul luogo in cui è stato bruciato il corpo del bambino.

LA CASSAZIONE – Ergastolo. Nel dicembre del 2010 c’è il verdetto della Corte di Cassazione, ultimo e definitivo grado di giudizio contro Alessi: è lui l’uomo che il 2 marzo 2006, a Casal Baroncolo (Parma), uccise a calci e poi a colpi di badile il piccolo Tommaso Onofri, di 17 mesi, che aveva rapito a scopo di estorsione con la complicità di Salvatore Raimondi e di Antonella Conserva.

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