Agrigento

Processo alla “cricca” di Lampedusa: Pm Vella chiama a deporre il pentito Tuzzolino che racconta di malaffare e massoneria

Ancora un colpo di scena nel processo ormai noto ormai con il nome “la cricca di Lampedusa” che per la Procura della Repubblica di Agrigento vuol dire associazione a delinquere che avrebbe agito nell’isola e avrebbe commesso i reati di corruzione, falso,  truffa, abuso di ufficio, turbativa d’asta e abusivismo edilizio, Oltre che di associazione per delinquere, appunto.


Il tutto condito da speculazioni edilizie (presunte, per ora), pagamento di tangenti (preteso, per ora) e molto altro.

Nell’udienza scorsa il pubblico ministero Salvatore Vella ha fatto entrare nel processo la massoneria depositando le lettere di convocazione a sedute massoniche di due imputati: l’ingegnere Giuseppe Gabriele e l’architetto Gioacchino Giancone. Quest’ultimo non ha mai fatto mistero di appartenere alla massoneria, loggia “Garibaldi” di Agrigento insieme a qualche altro imputato odierno.

E stasera, appunto, il Pm Vella, davanti ai giudici del Tribunale (presidente, Giuseppe Miceli, a latere Rosanna Croce ed Enzo Ricotta) per confermare la presenza massiccia della massoneria e rafforzare maggiormente il sospetto dell’associazione per delinquere, ha depositato il verbale di interrogatorio (protrattosi per diverse ore) dell’architetto pentito Giuseppe Tuzzolino che proprio di massoneria parla e di incarichi professionali con molti zero affidati a fratelli massoni.

Il pm Vella, dopo aver depositato le convocazioni massoniche ha pensato bene di interrogare in località segreta lo scorso 14 febbraio, proprio Tuzzolino. Che è stato un fiume in piena.

Di sicuro Giancone e Tuzzolino si conoscono bene per essere stati compagni di università. E per essere stati impegnati professionalmente a Palma.-

Il deposito dei verbali ha avuto una richiesta: interrogare in aula proprio Tuzzolino.

Il Tribunale si è riservato di decidere e scioglierà il nodo alla prossima udienza, prevista per giovedì prossimo.

Intanto gli avvocati del collegio di difesa studieranno le nuove carte e si pronunceranno alla ripresa del processo

Gli imputati sono 25 tra cui l’ex sindaco di Lampedusa Bernardino De Rubeis, ritenuto il capo e promotore, l’ingegnere Giuseppe Gabriele, già capo dell’ufficio tecnico dell’isola e il consulente Gioacchino Giancone, architetto.

Ecco l’elenco di tutti gli imputati: Giuseppe Gabriele, Gioacchino Giancone, Bernardino De Rubeis, Giovanni Sorrentino, Pietro Gelo, Alberto La Carrubba, Carmelo D’Agostino, Francesco Cucina, Leonardo Pellegrini, Francesco Salamone, Vincenzo Marco Fogliani, Carmen Vego, Antonio Arnone, Carmelo Ardizzone, Maria Rosa Bonadonna, Giuseppe Bonadonna, Maria Giardina, Ernesto Giardina, Andrea Nicola Policardi, Salvatore Cucina, Franco Algeri, Maria Pezzotta, Calogero La Rocca, Raffaella Danile e Calogero Pullara.

Il lampedusano Salvatore Albero ha patteggiato 10 mesi e 20 giorni di reclusione per l’accusa di corruzione. Altri due imputati – il notaio Calogera Gagliano e il medico Giovanni Sferlazza, estranei al presunto giro di tangenti (il notaio era accusata di avere falsificato un contratto, il secondo di avere realizzato un dammuso abusivo) – hanno scelto il rito abbreviato e nei giorni scorsi sono stati assolti dal Gup Alessandra Vella che in precedenza ha invece rinviato a giudizio gli altri venticinque imputati.

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