Processo “Cricca Lampedusa”, pm Vella: “Associazione capeggiata da Gabriele e Giancone”

Giuseppe Castaldo

Apertura

Processo “Cricca Lampedusa”, pm Vella: “Associazione capeggiata da Gabriele e Giancone”

Pubblicato il Giu 14, 2018
Processo “Cricca Lampedusa”, pm Vella: “Associazione capeggiata da Gabriele e Giancone”

Prosegue adesso, ed è ancora in corso, la requisitoria del procuratore aggiunto Salvatore Vella del processo noto con il nome “Cricca di Lampedusa”. Dopo l’intervento di ieri durato oltre cinque ore, oggi è il giorno delle richieste.

Davanti ai giudici del Tribunale (presidente, Giuseppe Miceli, a latere Rosanna Croce ed Enzo Ricotta), Vella ha già delineato la sua strategia: va riconosciuta l’associazione per delinquere, quindi l’esistenza di una cricca dedita al malaffare (abusi e corruzioni su tutto) che ha avuto tra i suoi principali protagonisti l’ex sindaco di Lampedusa Bernardino De Rubeis, ritenuto il capo e promotore, l’ingegnere Giuseppe Gabriele, già capo dell’Ufficio tecnico dell’isola e il consulente Gioacchino Giancone, architetto.

Duro l’attacco dell’accusa che definisce la cricca “una associazione a delinquere capeggiata indubbiamente da Giuseppe Gabriele, figura apicale, che ha agito a stretto contatto con Gioacchino Giancone. Importante è anche la figura dell’ex sindaco De Rubeis perchè in quanto sindaco è fondamentale ma ha meno capacità decisionale – spiega Vella –  di Gabriele e Giancone. A differenza del De Rubeis, che sfruttando la sua carica e i soldi che gli danno alza il suo tenore di vita, Gabriele e Giancone hanno una visione più ampia, manageriale, imprenditoriale investendo su affari illeciti. Gabriele e Giancone sanno che questo “gioco” si fonda sul fatto che De Rubeis debba restare sindaco”.

Poi, il pubblico ministero aggiunge: “Dalle intercettazioni emergono come l’ex sindaco chieda soldi a ripetizione. C’è anche una spesa di abbigliamento di oltre 2 mila euro. In altre conversazioni intercettate de Rubeis chiede esplicitamente soldi per pagare avvocati (è in quel momento sotto processo per corruzione) e non si riesce a comprendere legittimamente che interesse potesse avere Giancone a pagare l’avvocato di de Rubeis”.

Soldi da prelevare da quella che Vella definisce la cassa comune dell’associazione.

C’è un episodio del 13.10.2011 – afferma il procuratore aggiunto – in cui Giancone perde il portafogli e, intercettati, emerge come ad essere preoccupati siano Gabriele e De Rubeis dato che nel portafogli vi erano 3 tessere bancomat e 2 carte di credito. E – sempre intercettati in ambientale – si sente dire “siamo rovinati”.

Per il Pm Vella, “Giuseppe Gabriele è il capo dell’associazione”.

“Un episodio significativo – rimarca il procuratore aggiunto – è poi la compravendita di un lotto di terreno. Questa operazione presenta diverse anomalie come raccontato da Vincenzo Vella durante il dibattimento (il lotto era suo). L’accordo prevedeva la cessione per 270 mila euro (100 mila emessi dalla Lab Project, una srl che il Pm definisce scatola vuota un mezzo per canalizzare soldi; e altri 50 mila euro emessi dal Giancone). Chi è il proprietario di questo lotto? Oltre a questa anomalia si evince come i fondi che arrivano sono soldi che appartengono alla stessa entità economica che il pm definisce associazione a delinquere, Oltre che ad una probabile (unica spiegazione  dice Vella) di riciclare denaro”.

Complessivamente gli imputati sono 25, compresi De Rubeis, Giancone e Gabriele: Giovanni Sorrentino, Pietro Gelo, Alberto La Carrubba, Carmelo D’Agostino, Francesco Cucina, Leonardo Pellegrini, Francesco Salamone, Vincenzo Marco Fogliani, Carmen Vego, Antonio Arnone, Carmelo Ardizzone, Maria Rosa Bonadonna, Giuseppe Bonadonna, Maria Giardina, Ernesto Giardina, Andrea Nicola Policardi, Salvatore Cucina, Franco Algeri, Maria Pezzotta, Calogero La Rocca, Raffaella Danile e Calogero Pullara.

(In aggiornamento)


Dal Web


Copyright © anno 2017 - Edizioni Grandangolo - Via Mazzini, 177 -
Numero telefonico: 351 533 9611- 92100 Agrigento - Codice Issn: 2499-8907 -
Iscrizione R.O.C.: 22361 - Registrazione al Tribunale di Agrigento n. 264/04