Processo Dna: tre condanne, assolto Luparello
Assoluzione perché il fatto non costituisce reato sia per la paventata estorsione che per l’associazione mafiosa. Esce indenne dal processo denominato “Dna”, Francesco Luparello, 37 anni di Realmonte, difeso dall’avvocato Salvatore Pennica, finito in carcere il 25 ottobre scorso. Condanna invece per gli altri coimputati: Filippo Focoso, 41 anni, di Realmonte, ritenuto il capo della famiglia mafiosa locale, fratello di Joseph, storico killer di Cosa nostra; Salvatore Romeo, 52 anni, empedoclino, considerato vicino, insieme al cugino Maurizio Romeo, a Gerlandino Messina, ex capo di Cosa Nostra agrigentina dell’empedoclino Domenico Seddio, ritenuto un fedelissimo dello stesso Messina Seddio e Focoso hanno avuto inflitti sette anni e quattro mesi, Romeo, sette anni. Per tutti i condannati la pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici e due anni di vigilanza speciale dopo l’espiazione della pena. Riconosciuta una provvisionale all’associazione antiracket “Libere terre” di Ignazio Cutrò pari a 15 mila euro. Tutti assolti invece dall’imputazione di estorsione ai danni di un ristoratore di Porto Empedocle. E’ questa la sentenza emessa nell’ambito del processo “Dna” celebrato con il rito abbreviato, dal Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Palermo, Sergio Ziino. Il Pubblico ministero della direzione distrettuale antimafia di Palermo, Rita Fulantelli aveva concluso la sua requisitoria chiedendo per Focoso e Luparello, 12 anni di reclusione. Per Romeo e Seddio la pena richiesta è stata di 10 anni di reclusione.







