Processo Vultur, serrato confronto Pm – maresciallo dei carabinieri

Redazione

Agrigento

Processo Vultur, serrato confronto Pm – maresciallo dei carabinieri

di Redazione
Pubblicato il Gen 24, 2018
Processo Vultur, serrato confronto Pm – maresciallo dei carabinieri

E’ ripreso oggi nell’aula bunker del carcere Petrusa di Agrigento – davanti il collegio di giudici presieduto da Luisa Turco (a latere i magistrati Ricotta e Croce) – il processo scaturito dall’operazione antimafia “Vultur” che vede imputati Rosario Meli, 69 anni, considerato dagli inquirenti il capo della famiglia mafiosa di Camastra, il figlio Vincenzo, 46 anni, Calogero Piombo, 65 anni, proprietario di una tabaccheria a Camastra e Calogero Di Caro, 70 anni, di Canicattì.

Il processo riprendeva per l’escussione di alcuni testi presenti nella lista del Pubblico Ministero della Direzione distrettuale antimafia (presente in udienza la pm Maligno).

Si è rivelata particolarmente interessante, con un serrato confronto Pm e teste, l’escussione di Helmut Lerro, comandante della stazione carabinieri di Camastra,  il paese dei Meli, che rispondendo alle domande del Pm ha messo in evidenza come le indagini svolte a Camastra sul gruppo Meli non ha mai coinvolto o interessato i militari dell’arma locali che, ad esempio, in occasione degli atti dolosi  incendiari ai danni delle auto di una delle parti offese, Bruno Forti, hanno avanzato e seguito ipotesi investigative alternative circa la matrice degli attentati.

Lerro ha dichiarato che, senza entrare nel merito delle investigazioni della squadra mobile di Agrigento che ha seguito un percorso proprio che ha portato all’odierno processo, i carabinieri hanno anche ipotizzati altri scenari, come ad esempio la ritorsione nei confronti di Forti che a Camastra ha anche svolto il mestiere di mediatore di vendita di uva.

Sempre lerro ha ricordato in aula che conosceva la parte offesa per averla controllata ripetutamente negli anni passati essendo Forti detenuto ai domiciliari in seguito ad un arresto patito su provvedimento dell’autorità giudiziaria di Palermo che fece luce su un’agguerrita “banda del buco” che razziava di ogni bene banche ed esercizi commerciali di pregio.

Per la cronaca va detto che Bruno Forti è stato assolto.

Il processo riprenderà il prossimo sei febbraio.

 


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