Cronaca

Proiettili e piano attentato contro vincitori asta: arrestati padre e figlio

L’aver partecipato all’asta giudiziaria per l’acquisto di una villetta in contrada Fraginesi a Castellammare del Golfo, nel Trapanese, ha causato gravi ritorsioni e minacce a una vedova e al figlio. I carabinieri della compagnia di Alcamo e della stazione di Castellamare del Golfo hanno arrestato Giuseppe e Costantino Pace, padre e figlio originari di Balestrate (Palermo) rispettivamente di 67 e 42 anni, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip di Trapani.
Sono accusati di estorsione e turbata libertà degli incanti.
L’incubo per le due vittime è iniziato lo scorso 12 maggio quando si sono aggiudicati un immobile durante un’asta giudiziaria. Da quel momento lei e il figlio sono stati avvicinati più volte dall’ex proprietario e dal figlio con l’intento di intimorirli a tal punto da farli desistere dall’acquisto. Minacce e non solo.
Nei pressi dell’abitazione della donna furono ritrovate anche 8 cartucce per fucile da caccia e dopo la denuncia ai carabinieri scattarono le indagini, coordinate dalla Procura di Trapani. Secondo gli investigatori proprio Costantino Pace, in accordo con il padre, avrebbe avuto “un ruolo di primissimo piano nell’organizzazione degli episodi di minaccia”.
I carabinieri descrivono così la vicenda: Il 12 maggio 2017 una donna castellammarese partecipava ad un’asta giudiziaria e si aggiudicava l’immobile. Da quel momento lei e il figlio non hanno avuto più pace. Venivano avvicinati più volte dall’ex proprietario Giuseppe Pace 67enne e dal figlio 42enne Costantino con il chiaro intento di intimorirli a tal punto da farli desistere dall’acquisto.
A seguito delle minacce ricevute e al rinvenimento nei pressi dell’abitazione della donna di 8 cartucce per fucile da caccia, le vittime si rivolgevano ai Carabinieri della Stazione di Castellammare del Golfo che iniziavano immediatamente le indagini insieme ai militari della Compagnia di Alcamo, coordinati dalla Procura della Repubblica di Trapani.
Mentre personale in uniforme sorvegliava giorno e notte l’abitazione della vittima, i militari in abiti civili del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Alcamo iniziavano a pedinare gli indagati raccogliendo gravissimi indizi a loro carico.

Costantino Pace, sempre in accordo con il padre, avrebbe avuto un ruolo di primissimo piano nell’organizzazione degli episodi di minaccia e addirittura stava pianificando, insieme ad altri soggetti assoldati per l’occasione, un grave attentato nei confronti del figlio 35enne della denunciante. L’intenzione dei malviventi era quella di alzare il tiro e fino al punto di prelevare il ragazzo ed eseguire nei suoi confronti un attentato, affinché la madre rinunciasse all’offerta per l’acquisto della casa. Questa emergenza ha costretto i Carabinieri a predisporre specifici servizi di vigilanza fuori l’abitazione delle due vittime, protrattisi per giorni senza soluzione di continuità, per evitare drammatiche conseguenze.
I gravi indizi di colpevolezza raccolti dai Carabinieri di Alcamo coordinati dalla Procura della Repubblica di Trapani, nonché la comprovata pericolosità dei soggetti indagati, ha indotto il Giudice per le indagini preliminari di Trapani, ad emettere la misura cautelare della custodia in carcere a carico di Giuseppe Pace e del figlio Costantino, ponendo così fine all’incubo vissuto dall’anziana donna e dal figlio che con fiducia si erano rivolti all’ Arma dei Carabinieri.
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