Punto nascite di Petralia, paura per partoriente: trasferita d’urgenza

Punto nascite di Petralia, paura per partoriente: trasferita d’urgenza

0
SHARE
Ambulanza

Momenti di tensione oggi all’ospedale Madonna dell’Alto di Petralia Sottana, nel cuore delle Madonie per il trasferimento d’urgenza di una donna incinta di 24 settimane, ma già pronta a partorire. Il punto nascita è chiuso dallo scorso 31 dicembre come prevede il nuovo piano Sanità del Ministero della Salute. E così la donna, come apprende l’Adnkronos, è stata trasferita d’urgenza all’ospedale di Enna. Arrabbiati gli abitanti del piccolo comune montano, che annunciano battaglia. “Aspettiamo che il Comitato decida, dopo parecchi rinvii, se il punto nascita risponda ai requisiti di sicurezza ministeriali. Auspichiamo una decisione positiva perché non vorremmo che i ritardi registrati siano il segnale che su Petralia si sia deciso di chiudere il punto nascita e l’ospedale – dice l’avvocato Cinzia Di Vita, portavoce del Comitato pro ospedale – Il Comitato non si risparmierà nell’intraprendere ogni opportuna iniziativa per rivendicare il diritto alla salute nei territori montani e a chiedere che a parità di condizioni tutti i cittadini abbiamo uguali diritti oltre che doveri”. Proprio di recente si è tenuto a Petralia Sottana il concerto ‘Un canto per le Madonie’, una iniziativa di mobilitazione per la riapertura del punto nascita dell’ospedale ‘Madonna dell’Alto, chiuso dal primo gennaio scorso secondo le disposizioni previste dal piano di riorganizzazione del ministro Beatrice Lorenzin. Dopo i sit-in e le fiaccolate, che hanno portato in strada gli amministratori locali del comuni del comprensorio, ma anche le puerpere, questa volta a scendere in campo sono stati gli Agricantus e Pasquale Scimeca, insieme a un folto gruppo di artisti madoniti. “Noi non smobilitiamo e continuiamo la nostra protesta pacifica – aveva detto il sindaco di Petralia Sottana, Santo Inguaggiato – Vogliamo che non si spengano i riflettori sull’ospedale, dove il punto nascita è solo la punta dell’iceberg”. Ai Governi Renzi e Crocetta il primo cittadino chiede il “rilancio” del nosocomio, che “serve una realtà montana lontana dagli altri presidi ospedalieri e con difficoltà di collegamento, una realtà che ha diritto a un punto di assistenza, utile anche a dare sicurezza a visitatori e turisti”. Intanto proseguono le procedure per la definizione del piano di messa in sicurezza e potenziamento degli organici del reparto di Ostetricia e ginecologia.

NO COMMENTS

LEAVE A REPLY