Quando tutto torna: da Rizzuto a Rizzuto passando per Settecasi

Quando tutto torna: da Rizzuto a Rizzuto passando per Settecasi

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I Rizzuto

La lucida intervista al senatore Lumia riapre scenari inquietanti sul fenomeno mafioso e riporta l’attenzione su quanto accaduto in passato e sul ruolo davvero di primo piano della mafia agrigentina in tutte le dinamiche criminali, anche transnazionali, che hanno consacrato ai vertici del crimine organizzato internazionale clan di assoluto prestigio mafioso come quelli dei Caruana Cuntrera e dei Rizzuto.

Oggi questi nomi tornano alla ribalta e fanno capolino tra le carte della Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno mafioso. 

Paolo Cuntrera
Paolo Cuntrera

Non tutti sanno che – le vicende risalgono a mezzo secolo fa, a testimonianza che la mafia di Agrigento era ed è potente –  Cosa nostra ha avuto persino un capo della cosiddetta Cupola, in quel Giuseppe Settecasi, poi assassinato sotto casa, che oltre a guidare la commissione di Cosa nostra volava, a settanta e passa anni di età, sia in Canada che in America per mettere a posto situazioni delicate e difficili e porre rimedio ai dissidi intercorsi oltre oceano tra i clan mafiosi e ndrine della ndrangheta calabrese.

Quel Giuseppe Settacasi che era a capo di Cosa nostra siciliana per un periodo ben individuato nel corso del quale la guerra intestina tra cosche siciliane aveva messo “sottosopra” (parole di Tommaso Buscetta) l’onorata società.

Pasquale Cuntrera
Pasquale Cuntrera
Leo Sutera
Leo Sutera

Per le Giubbe rosse canadesi, che avevano intercettato e ascoltato Settecasi il 22 aprile e 10 maggio 1974 all’interno “Reggio Bar” di Paul Violi a Montreal mentre dava ordini e spiegava come funzionava la mafia in Sicilia (per le questure di mezza isola risultava un povero pensionato di 80 anni che giocava a carte, in maniche di camicia, con i tassisti della stazione centrale di Agrigento) l’anziano boss era un’autorità mafiosa così carismatica da poter sanare i dissidi tra ndrangheta e Cosa nostra.

I Rizzuto
I Rizzuto

Quelle intercettazioni che spiegavano l’esatto organigramma della mafia siciliana di quegli anni, finirono in un cassetto della Questura di Agrigento e mai utilizzate. C’è voluta la prima strage di Porto Empedocle, 14 anni dopo, per capirne ruolo e portata. Ed in questi 14 anni la mafia ha ingigantito a dismisura il suo potere compiendo stragi, uccidendo uomini delle istituzioni, controllato la vita sociale, imprenditoriale e politica di un’intera nazione.

Nel 1974, dunque, a riprova dei consolidati rapporti di amicizia e di affari tra gli esponenti della mafia nordamericana e Cosa nostra siciliana, Vincent Cotroni, Nick Rizzuto ed i rappresentanti locali delle famiglie Cuntrera-Caruana ricevevano in Canada Giuseppe Settecasi, a capo delle cosche mafiose dell’intera provincia di Agrigento. Il clima del tempo era pesantissimo, la mafia siciliana era dilaniata da una guerra intestina che avrebbe consentito, qualche tempo dopo, la scalata al vertice dei Corleonesi di Riina e Provenzano. In una interminabile sequela di riunioni a Montreal, Epiphani, Hamilton e New York, Settecasi incontrò i principali esponenti della mafia italo-americana, tra cui Paul Castellano, Paul Violi, Giuseppe Cuffaro, Gerlando Sciascia, Angelo Mongiovì, Emanuele Ragusa. Motivo principale del viaggio di Settecasi, secondo le autorità canadesi, era stato quello di rafforzare i rapporti tra la mafia dei due continenti e ricucire una frattura all’interno dei gruppi criminali locali.

Alfonso Caruana
Alfonso Caruana

Settecasi doveva appianare le divergenze sorte nella cosca rappresentata da Vincent Cotroni, tra Leonardo Caruana e lo stesso Nicola Rizzuto che aveva messo in discussione la sua nomina a capo mandamento. Il Rizzuto, in particolare, non gradiva la familiarità creatasi tra Vic Cotroni e il calabrese Paul Violi, in forte ascesa nel crimine canadese, anche grazie al matrimonio con Grazia Luppino, la figlia di Giacomo Luppino, boss originario di Castellace di Oppido Mamertina e rappresentante della “famiglia” Magaddino. Proprio il Cotroni, in quel matrimonio, aveva fatto da compare d’anello a Paul Violi.

La pax mafiosa raggiunta grazie alla mediazione di Settecasi fu di breve durata.

Nel 1975 Vincent Cotroni finì in carcere per essersi rifiutato di testimoniare davanti alla Commissione d’inchiesta del Parlamento canadese sul fenomeno mafioso. Paul Violi fu designato suo successore. Da Caracas, dove Nick Rizzuto era stato costretto a trasferirsi avviando un ristorante che aveva chiamato “Il Padrino”, fu organizzata la controffensiva militare contro il nuovo boss di Montreal. Uno dopo l’altro caddero tutti i sottoposti di Violi. La guerra di mafia fu spietata e nelle strade della metropoli canadese ci furono una ventina di omicidi. Poi, nel 1978, fu la volta dello stesso Paul Violi a finire assassinato all’interno del “Reggio Bar”, il locale che gestiva a Montreal e che era stato sede dei summit tra la mafia nordamericana e Giuseppe Settecasi.

Agostino Cuntrera
Agostino Cuntrera

 

Leonardo Caruana
Leonardo Caruana

Per l’omicidio Violi vennero arrestati, tra gli altri, Agostino Cuntrera e Domenico Manno, entrambi legati a Nick Rizzuto.

Tre anni più tardi, non migliore sorte sarebbe toccata all’altro antagonista dell’ex campiere di Cattolica Eraclea, Leonardo Caruana. Deportato in Italia perché bollato come “indesiderato” dalle autorità che lo sospettavano di traffico internazionale di stupefacenti, Leonardo Caruana fu ucciso il 2 settembre 1981 a Palermo dopo aver presenziato alla cerimonia nuziale del figlio Gerlando. Anche l’anziano boss Settecasi finì vittima lo stesso anno di un plateale omicidio nel pieno centro di Agrigento. Era l’epilogo di una lunga guerra che aveva consacrato la nuova leadership di Nick Rizzuto nell’organizzazione mafiosa canadese legata alle più potenti famiglie siculo-calabresi.

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