Pubblicato il: ven, mar 23rd, 2012

Mafia a Racalmuto: sciolto il Consiglio comunale

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Su proposta del ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri il Consiglio dei Ministri ha deciso lo scioglimento dei Consigli comunali di Pagani (Salerno), Gragnano (Napoli), Bova Marina (Reggio Calabria), Platì (Reggio Calabria), Leinì
(Torino), di Salemi (Trapani) e di Racalmuto (Agrigento). ”Per tutti i Consigli comunali lo scioglimento è stato disposto ai sensi della normativa antimafia – spiega Palazzo Chigi nella nota diffusa dopo il Cdm -. Con particolare riferimento ai due Consigli comunali siciliani, il Consiglio dei Ministri ha ascoltato l’intervento dell’assessore alle autonomie locali della Regione siciliana, Caterina Chinnici, che ha portato a testimonianza sia la propria esperienza istituzionale, ribadendo
l’impegno nella lotta alla criminalità organizzata, sia la propria esperienza umana, in quanto figlia di un magistrato ucciso dalla mafia”.

One comment on “Mafia a Racalmuto: sciolto il Consiglio comunale

  1. Salvatore Petrotto on said:

    Posso solo gioire per la recente sentenza di archiviazione del Tribunale di Palermo, a seguito della richiesta di non luogo a procedere, avanzata nei miei confronti dalla Procura Distrettuale Antimafia, a firma del Procuratore Aggiunto, Vittorio Teresi e del Sostituto, Fernando Asaro.
    L’accoglimento da parte del GIP Luigi Petrucci di un’assolutoria richiesta nei miei confronti, ristabilisce alcune storiche verità.
    In un contesto di permeabilità di infiltrazioni mafiose, qualcuno ha tentato di ribaltare il senso di un impegno, di una vita, spesa nella lotta contro la violenza mafiosa.
    Il prezzo più alto che ho pagato in passato si è concretizzato in una decina di intimidazioni, minacce ed attentati, seguiti da una sfilza di calunniose denunce.
    Adesso, credo che, chi aveva da togliersi dei sassolini dalle scarpe, lo ha già fatto!
    Tocca alle competenti autorità, accertare se esistono delle gratuite e calunniose denunce nei miei riguardi, presso, non solo il Tribunale di Palermo, ma anche quello di Agrigento.
    Ritengo che le mie battaglie a favore dell’acqua pubblica, contro il perverso sistema di raccolta e smaltimento dei rifiuti, mi hanno cagionato queste terribili conseguenze personali, in termini giudiziari.
    Chi mi conosce sa che da vent’anni lotto contro la mala-burocrazia, la mafia ed il perverso intreccio con alcuni poteri forti da parte di potentati economici che si sono impadroniti, della gestione dei servizi pubblici essenziali, quali rifiuti ed acqua.
    Non più tardi dell’inizio dello scorso anno, ho denunciato la scandalosa gestione del ciclo dei rifiuti che ha prodotto affidamenti diretti, senza gara ed in barba a tutte le leggi regionali, nazionali e comunitarie, per circa duecentomilioni di euro di giro d’affari!
    Denuncia pendente presso la Procura della Repubblica di Agrigento.

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