Rapina a Palma di Montechiaro: arrestati marito e moglie

Rapina a Palma di Montechiaro: arrestati marito e moglie

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Calogero Condello e Maria Brancato

Due persone, marito e moglie, sono state arrestate, in flagranza di reato, dalla polizia, per concorso in rapina aggravata in concorso e porto e detenzione di arma da guerra clandestina. Si tratta di Calogero Condello, 54 anni, e di Maria Brancato, 47 anni, entrambi di Palma di Montechiaro (Ag). Ieri sera avrebbero fermato un uomo su una Fiat Punto e dopo averlo fatto scendere lo hanno picchiato rubandogli l’auto. Condello ha fatto ritrovare l’arma usata per la rapina: una pistola da guerra di provenienza estera e senza matricola.

Il fatto: I due, nella tarda serata di ieri, a bordo di una Fiat Punto, hanno sbarrato la strada a C.S., 69 anni, che si trovava a bordo della sua Hyundai Gets; la donna, travisata da una vistosa parrucca bionda e occhiali, e l’uomo, col volto coperto e armato di pistola, hanno afferrato l’anziano e lo hanno costretto a scendere dalla vettura facendolo cadere per terra e colpendolo con calci e pugni.

Pochi istanti dopo si sono allontanati, la donna alla guida della Hyundai della vittima, l’altro rapinatore alla guida della Fiat Punto con la quale erano giunti sul posto. C. S., dopo i primi attimi di smarrimento, si è rialzato e ha allertato le forze dell’ordine. Subito sono state diramate le ricerche dei due. La prima ad essere rintracciata è stata la donna, nei pressi del cimitero di Camastra ,la quale è stata trovata in possesso dell’auto di C.S. e della parrucca che aveva indossato per la rapina. Sulla stessa auto è stato rinvenuto anche un caricatore privo di munizioni, pertinente verosimilmente ad una pistola calibro 7,65 non rinvenuta nel corso delle operazioni. Qualche minuto dopo è stato rintracciato Condello in una stradina di Palma di Montechiaro ancora alla guida della Fiat Punto con la quale aveva portato a termine la rapina. Incalzato dalla polizia, ha fatto poi rinvenire anche l’arma con la quale aveva minacciato il 69enne, che nel frattempo aveva ben nascosto sotto alcuni massi, in un appezzamento di terreno incolto nei pressi del campo sportivo di Camastra.  L’arma era una pistola da guerra, perfettamente funzionante di provenienza estera alla quale era stata eliminata la matricola per renderla irriconoscibile. Al termine delle formalità di rito i due sono stati associati alla la casa circondariale di Agrigento. Le indagini sono state coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica Matteo Delpini.

 

 

 

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