Politica

Regione, Campanella presenta atto ispettivo ai ministri: “Nell’Avviso 8 soggetti privi di requisiti”

Lo scorso 7 ottobre è stata pubblicata la graduatoria relativa all’avviso n. 8/2016 inerente la formazione in Sicilia, con cui sono state stanziate risorse pubbliche per complessivi 136 milioni di euro. 

Negli ultimi anni, proprio sull’ ”avviso 8”, alla Procura della Repubblica ed alla Corte dei conti – da diversi soggetti operanti nel settore – era stata sollevata l’attenzione su alcuni fatti verificatisi nel mondo della formazione professionale siciliana. In sostanza, l’utima pubblicazione ha fatto riemergere la questione dell’idoneità dei criteri adottati e Francesco Campanella, che è un impiegato della Regione Sicilia e dal 2013 senatore della Repubblica (ex M5s oggi Sinistra Italiana), nel suo atto ispettivo di mercoledì 22 marzo – ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali, per la semplificazione e la pubblica amministrazione e per gli affari regionali -, parla di accrediti e finanziamenti per milioni di euro a soggetti privi dei requisiti (di cui all’art. 4 della legge della Regione Siciliana 24 marzo 1976, n. 24, all’art. 5 della legge regionale 21 dicembre 1978, n. 845, all’art. 14, punto 6, lett. f, del decreto del Presidente della Regione Sicilana 1° ottobre 2015, n. 25, mediante circolare n. 22 del 15 giugno 2016 dell’attuale assessore per l’istruzione e la formazione professionale Bruno Marziano.

Se le parole di Campanella fossero fondate i soggetti interessati, in violazione delle norme di legge, con un semplice provvedimento amministrativo, saranno destinatari di un finanziamento a fondo perduto pur svolgendo attività lucrativa, potendo anche scaricare i costi e detrarre l’Iva sugli acquisti. Ma non finisce qui. A quanto risulta dal senatore palermitano, la commissione regionale per l’impiego, organo preposto ad esprimere parere preventivo sul piano formativo ed a garantire la corrispondenza tra i corsi finanziati e le necessarie esigenze del territorio, non si riunirebbe da anni. Ed ancora: Il nucleo di valutazione dei progetti ammessi a finanziamento sarebbe stato costituito in violazione di legge (art. 47 della legge della Regione Siciliana 5 novembre 2004, n. 15) esclusivamente con personale dipendente dell’amministrazione regionale. Lo stesso nucleo risulta essere suddiviso in tre sottocommissioni (sempre in violazione di legge), giungendo a conclusioni diverse su progetti identici e dedicando una manciata di secondi all’esame di ciascuno dei progetti medesimi. Per queste ragioni e non solo per queste, Campanella che ha avuto il sostegno dell’ericino, anch’egli senatore, Fabrizio Bocchino, attende una risposta ufficiale dai ministri per sapere se “siano a conoscenza dei fatti esposti e se, nell’ambito delle rispettive competenze ed attribuzioni, intendano adottare provvedimenti finalizzati ad ovviare alle evidenziate criticità, nel pieno rispetto dei principi che regolano l’attività amministrativa, oltre ad attivarsi presso gli enti coinvolti, affinché sia fatta chiarezza sull’avviso n. 8 del 2016 della Regione Siciliana, al fine di verificare la sussistenza o meno dell’attuazione del servizio pubblico, per cui sono stati impegnati fondi comunitari, al cui corretto e tempestivo impiego lo Stato non è estraneo essendo, peraltro, il soggetto cofinanziatore”.

A parere di Campanella e Bocchino, le passate condanne, arrivate grazie all’intervento delle autorità competenti, non sono servite a scardinare un sistema viziato da interventi amministrativi “contra legem”, attraverso comportamenti che si traducono, mediante l’impropria erogazione di ingenti fondi pubblici, in ingiustificati arricchimenti a favore di soggetti non legittimati. La disfunzione del servizio pubblico è evidente: inattivo per tutto il 2016 e non ancora avviato nel 2017, con pesantissime ripercussioni sugli operatori del settore; da anni privi di occupazione e di reddito.

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