Resta in carcere il pirata della strada che ha ucciso Tania: “Può...

Resta in carcere il pirata della strada che ha ucciso Tania: “Può uccidere nuovamente”

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Pietro Sclafani, il pirata della strada, portato in Tribunale

Resta in carcere Pietro Sclafani, il panettiere palermitano cinquantenne arrestato dopo avere travolto e ucciso ieri mattina Tania Valguarnera, in via Libertà a Palermo. Lo ha deciso il giudice del Tribunale Daniela Vascellaro che dopo quasi quattro ore di camera di consiglio, ha convalidato l’arresto dell’uomo e deciso la misura cautelare in carcere per Sclafani, come chiesto dal pm Renza Cescon questa mattina durante l’udienza. La difesa del pirata della strada, rappresentata dall’avvocato Ninni Reina, aveva chiesto in udienza gli arresti domiciliari per il panettiere accusato di omicidio colposo e omissione di soccorso.

Pietro Sclafani, il panettiere palermitano cinquantenne arrestato dopo avere travolto e ucciso ieri mattina Tania Valguarnera, in via Libertà a Palermo. Lo ha deciso il giudice del Tribunale Daniela Vascellaro che dopo quasi quattro ore di camera di consiglio, ha convalidato l’arresto dell’uomo e deciso la misura cautelare in carcere per Sclafani, come chiesto dal pm Renza Cescon questa mattina durante l’udienza. La difesa del pirata della strada, rappresentata dall’avvocato Ninni Reina, aveva chiesto in udienza gli arresti domiciliari per il panettiere accusato di omicidio colposo e omissione di soccorso. “Pericolo di fuga e di reiterazione del reato”. Il provvedimento di cinque pagine redatto da giudice Daniela Vascellaro, con cui al termine della ‘direttissima’ è stato convalidato l’arresto e disposta la custodia cautelare in carcere per Pietro Sclafani, che ieri ha travolto e ucciso a Palermo la 29enne Tania Valguarnera, per poi scappare, conferma anche i “gravi indizi di colpevolezza come si desume da un video e dai tabulati telefonici”. L’uomo, accusato di omicidio colposo, omissione di soccorso e resistenza, dopo aver investito la giovane che stava racandosi al lavoro presso il call center del gruppo Almaviva, “si sarebbe fermato, poco dopo, sceso dalla vettura e dopo aver preso visione dei fatti sarebbe risalito sul furgone e andato via”. Inoltre Sclafani è stato raggiunto e fermato dai poliziotti tra via Rutelli e via Marchese di Villabianca ma “avrebbe provato a fuggire innestando la retromarcia”. L’uomo, attraverso il legale, ha detto di essere “addolorato” di pensare “solo alla giovane e alla sua famiglia” e che non ha assunto droghe. Ma dal narcotest sarebbero emerse nel sangue tracce di metadone, cannabinoidi, oppiacei, anfetamine/ecstasy. “Grave disattenzione e negligenza – si legge nel provvedimento – da parte dell’indagato che, distratto e anche impegnato al telefono, non si accorgeva del pedone ben visibile sulle strisce, lungo un rettilineo pressochè deserto e con un ampio ombrello”. Particolarmente raccapricciante – sostiene chi in Procura ha avuto modo di visionarlo – il video, acquisito da un impianto di un esercizio commerciale nei pressi dell’incidente. Per il 29 maggio è stata fissata l’udienza nel corso della quale si sceglierà il rito del processo.

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