Rientra in Italia dopo espulsione e viene arrestato ma giudice dispone scarcerazione

Rientra in Italia dopo espulsione e viene arrestato ma giudice dispone scarcerazione

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Sabato mattina, davanti al Giudice monocratico Michele Còntini, si è celebrato un giudizio per direttissima, che ha visto come protagonista un maroccchino di 34 anni, Ennahi Hicham, il quale, dopo essere stato espulso dal territorio della Repubblica italiana, in quanto straniero clandestino, con decreto di espulsione emesso dal Prefetto d’Imperia nel luglio del 2012  (associato a divieto di reingresso per la durata di 5 anni), rientrava nel territorio dello Stato italiano senza alcuna autorizzazione delle autorità competenti. Motivo per il quale è stato individuato, sottoposto agli accertamenti di rito e tratto in arresto dai poliziotti del servizio di controllo sull’immigrazione della Questura di Agrigento. I due difensori del giovane marocchino, l’avvocato Marco Padùla e l’avvocato Valentina Fabbrica hanno eccepito con successo che il loro assistito è tornato in Italia non per “sfidare” sfrontatamente la legge italiana, ma perchè sarebbe miracolosamente riuscito a fuggire dal territorio libico nel quale è in atto una guerra civile, salendo a bordo di un barcone della “speranza” affollato da altri 400 clandestini alla disperata ricerca di un futuro migliore e che pertanto sarebbe nelle teoriche condizioni di richiedere lo status di “rifugiato”. Il Giudice Còntini, accogliendo le istanze dei due difensori, ha pertanto disposto l’immediata scarcerazione di Ennahi Hicham, disponendone contestualmente il divieto di dimora nel territorio di Agrigento. Il giovane, che ha ricevuto dal magistrato l’ordine di lasciare subito la città di Agrigento, è libero di raggiungere i parenti che lo attendono in Lombardia.

 

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