Rifiuti, il M5S: “Comuni siciliani a rischio commissariamento”

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Palermo

Rifiuti, il M5S: “Comuni siciliani a rischio commissariamento”

di Redazione
Pubblicato il Lug 11, 2018
Rifiuti, il M5S: “Comuni siciliani a rischio commissariamento”

I comuni siciliani potrebbero essere commissariati gia’ a fine mese. Lo prevede l’articolo 3 dell’ordinanza sul ricorso temporaneo a forme speciali di gestioni dei rifiuti, emanata dal commissario per l’Emergenza e presidente della Regione Nello Musumeci il 7 giugno scorso. La norma, infatti, impone ai 390 enti locali dell’Isola l’obbligo di trasmettere entro il 31 luglio al Dipartimento regionale all’Acqua e rifiuti i contratti stipulati con una delle quattro societa’ che hanno risposto all’appello della Regione sul trasporto dei rifiuti fuori dalla Sicilia. Lo denuncia il M5S Sicilia, che punta il dito contro i ritardi e il mancato rispetto del cronoprogramma stilato dal Governo e le scelte dell’esecutivo per tamponare l’emergenza in Sicilia, dove le discariche sono sature, i rifiuti giacciono per le strade, i sindaci sono disperati e non sanno dove conferire la spazzatura per l’assenza di impianti di trattamento, in piena stagione estiva.

“La mancata trasmissione in caso del contratto o del provvedimento – si legge al comma sette dell’articolo 3 dell’ordinanza – di cui al comma precedente (che fissa il termine del 31 luglio, ndr) costituisce grave violazione e comporta l’avvio dell’intervento sostitutivo del Comune omissivo e l’attivazione delle procedure di decadenza degli organi comunali”.

All’appello della Regione per il trasferimento dei rifiuti fuori dall’Isola, scaduto lo scorso 1 giugno, infatti, hanno risposto appena 4 societa’, ma l’esito e’ stato reso noto, con oltre un mese di ritardo, solo la scorsa settimana: il 6 luglio. Non solo, l’avviso di manifestazione di interesse pubblicato sul sito della Regione con i nomi delle societa’ di disposte a trasferire i rifiuti siciliani altrove non contiene ne’ indicazioni sui costi di conferimento per tonnellata in media gli enti locali dovranno pagare alle societa’, ne’ la destinazione. Nel frattempo ai comuni vengono concesse appena due settimane per procedere alla stipula dei contratti e inviare i plichi alla Regione. La soluzione tampone ideata da Musumeci, dopo il conferimento di poteri speciali sui rifiuti da parte del governo Gentiloni, “non consentira’ di far fronte alle esigenze della Sicilia”.


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