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Rigassificatore: tangente da un mln di euro per i politici agrigentini. Gip: “Nessun riscontro”. Respinta cattura per vertici Enel e imprenditori (tutti i nomi)

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Grandangolo 17 del 30 aprile 2016, sito
Grandangolo 17 del 30 aprile 2016, sito

La Squadra Mobile della Questura di Agrigento, coordinata dalla Procura, aveva avviato un’indagine sulla vicenda rigassificatore di Porto Empedocle a seguito di una serie di dichiarazioni rese dall’ex sindaco del Comune di Porto Empedocle, Paolo Ferrara, il quale aveva raccontato di una presunta tangente pagata dall’Enel ad alcuni esponenti politici agrigentini. Ferrara ha parlato di Calogero Firetto, Michele Cimino, Orazio Guarraci, Calogero Martello, Antonio Sinesio, Salvatore Iacono, Filippo Caci, e Luigi Giocondo.

Nella vicenda risultano indagati, e la Dda aveva richiesto misura cautelare in carcere non accolta dal Gip Alessia Geraci, Aurelio Cesareo, 61 anni di Catanzaro site manager della “Ingegneria e ricerca spa” (gruppo Enel); Giuseppe Luzzio, 62 anni di Viterbo, amministratore delegato di Nuove energie (gruppo Enel);; Antonio Lorenzo Poli, 52 anni di Milano procuratore della “Ingegneria e ricerca spa” (gruppo Enel); Nunzio Adesini, 32 anni di Gela amministratore delegato della ditta Mondello spa; Emanuele Mondello, 57 anni di Gela imprenditore, socio e presidente del Consiglio di amministrazione della ditta Mondello spa; Giuseppe Scariano, 64 anni di Favara proprietario e gestore di fatto della Gest quarry srl; Salvatore Scariano, 41 anni di Favara (nato ad Agrigento) proprietario e gestore di fatto della Gest quarry srl; Antonio Sgarito, 29 anni di Favara (nato ad Agrigento) proprietario e gestore di fatto della Gest quarry srl; Gaetano Sferrazza, 40 anni, di Agrigento, titolare delle quote e amministratore unico della Gest quarry srl; Francesco Torres, 30 anni, di Agrigento titolare delle quote della Gest quarry srl; Giuseppe Citino, 63 anni di Varapodio (Rc) residente ad Avola, impiegato presso il cantiere di Porto Empedocle, dipendente “Ingegneria e ricerca spa” (gruppo Enel).

L’inchiesta era poi passata alla in mano alla Direzione distrettuale antimafia di Palermo, sucessivamente i Pm avevano avanzato le richieste di misure cautelari a carico degli undici indagati, ma il giudice per le indagini preliminari ha deciso per il rigetto.

Su www.grandangoloagrigento.it

in questo numero:

MAFIA, POLITICA E AFFARI

 

Rigassificatore: tangente Enel da un mln € per i politici agrigentini

 

L’Autorità giudiziaria: “Non è stato trovato alcun riscontro”

 

Chiesta la cattura dei vertici Enel e di imprenditori di Gela e Favara

 

La ricostruzione del reale assetto della Gest quarry: il delitto di interposizione fittizia aggravato

 

Pentito Tuzzolino irrompe nel processo Lombardo: ammessa la sua testimonianza

 

IL CASO

 

Licata: lo Stato deve vincere ad ogni costo

 

Consorzio universitario verso una soluzione

 

L’ INTERVISTA

 

Nello Hamel: “Firetto sembrava aprire uno scenario innovativo…”

 

Claudio Fava: “Messina Denaro é a Castelvetrano garantito dai liberi professionisti non dai picciotti”

 

SPORT

 

L’Akragas si gioca la salvezza a Melfi

 

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