“Ritorno a casa” di Pinter al “Posta vecchia” di Agrigento

“Ritorno a casa” di Pinter al “Posta vecchia” di Agrigento

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“Ritorno a casa” di Pinter al “Posta vecchia” di Agrigento, scena finale

“Ritorno a casa” di Pinter al “Posta vecchia” di Agrigento, bevuta finale
“Ritorno a casa” di Pinter al “Posta vecchia” di Agrigento, bevuta finale
“Ritorno a casa” di Pinter al “Posta vecchia” di Agrigento, scena
“Ritorno a casa” di Pinter al “Posta vecchia” di Agrigento, scena
“Ritorno a casa” di Pinter al “Posta vecchia” di Agrigento, Marcella Lattuca
“Ritorno a casa” di Pinter al “Posta vecchia” di Agrigento, Marcella Lattuca

Il Posta Vecchia di Agrigento è tornato ad ospitare le grandi e significative messe in scena.

Dopo “Delirio a due” della scorsa stagione per la regia di Lia Rocco e gli attori del Piccolo Teatro è la volta di “Ritorno a casa” di Harold Pinter, in scena anche domenica 6 dicembre alle ore 18. La regia è di Francesco Capitano e l’interpretazione di diversi attori del Piccolo teatro Pirandelliano come Paolo Di Noto, Marcella Lattuca insieme a Luigi Corbino, Salvatore Nocera, Daniele Fronda. Le scene e i costumi sono di Donatella Giannettino.

” Epassato mezzo secolo – scrive Capitano nelle sue note di regia – dalla prima rappresentazione a Londra de Il ritorno a casa, ma il testo di Pinter non sembra aver perduto granché della sua carica dirompente. Una famiglia apparentemente normale (un padre ex macellaio, un fratello taxista, tre figli) svela fra i suoi componenti miserie, contraddizioni, squilibri, violenze.

“Ritorno a casa” di Pinter al “Posta vecchia” di Agrigento, scena
“Ritorno a casa” di Pinter al “Posta vecchia” di Agrigento, scena
“Ritorno a casa” di Pinter al “Posta vecchia” di Agrigento, scena, saluto finale
“Ritorno a casa” di Pinter al “Posta vecchia” di Agrigento, scena, saluto finale
“Ritorno a casa” di Pinter al “Posta vecchia” di Agrigento, scena, saluto finale; scena finale
“Ritorno a casa” di Pinter al “Posta vecchia” di Agrigento, scena, saluto finale; scena finale

Tali aspetti si accentuano e si complicano con l’arrivo dopo anni – in compagnia della moglie – del figlio primogenito, riuscito professore in una Università americana. La donna, in particolare, va a configurarsi in quel chiuso mondo tutto al maschile quale elemento d’evocazione mitica, polo attrattivo e distruttivo allo stesso tempo. Si attuano nei suoi confronti schemi primordiali di fascinazione, di dominio, di sfruttamento. Ne risulta una partita giocata su piani dì opposizione, ordinari e anomali, manierati e volgari, al limite del grottesco e dell’assurdo, tra perfidie, sottigliezze, grossolanità; e nella quale tutti più o meno finiscono perdenti, ciascuno immerso in una grigia solitudine. Oltre ai motivi di scelta specificamente teatrale, il regista Capitano sottolinea la volontà di un’apertura, di un accostamento a quanto rappresentato dalla Cultura internazionale, attraverso autori e tematiche diverse, nell’intento di ovviare a colpevoli lacune, dovute in gran parte a un’idea di teatro godereccio, evasivo, gastronomico” per dirla con Brecht. Il Teatro è qualcosa di più: è un luogo per arricchirsi interiormente. Non sempre, dalle nostre parti, viene capito”. Per la cronaca è stato davvero notevole l’apporto dato dagli interpreti soprattutto da una Marcella Lattuca, attrice sempre più  duttile, dallo stesso regista Francesco Capitano che qui interpreta la figura del vecchio padre e poi Totò Nocera, Luigi Corbino, Paolo Di Noto e Daniele Fronda, tutti aderenti alle disastrate figure filiali.

Uno spettacolo da non perdere e su cui ritorneremo a parlarne.

“Ritorno a casa” di Pinter al “Posta vecchia” di Agrigento, scena, saluto finale; scena
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“Ritorno a casa” di Pinter al “Posta vecchia” di Agrigento, scena, saluto finale; scena
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