Rubavano materiale edile e lo riciclavano all’estero

Rubavano materiale edile e lo riciclavano all’estero

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Polizia

La Polizia di Stato di Brescia e Cremona ha arrestato, nelle prime ore della mattina, in collaborazione con il Reparto Prevenzione Crimine,16 persone accusate di far parte di un’associazione a delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta, al riciclaggio, all’estorsione, alla truffa e appropriazione indebita nonché all’intestazione fittizia di beni. Gli arrestati, residenti nella provincia di Cremona, Brescia, Piacenza, Forlì, Bergamo, Mantova e Verona avevano, infatti, costituito un’associazione criminale che gestiva o costituiva, attraverso l’opera di prestanome, numerose società operanti nel settore del cosiddetto “movimento terra”. Grazie a tali società l’organizzazione, in pratica, noleggiava mezzi pesanti (autoarticolati, betoniere, camion pompa) ed anche materiale di costruzione oppure li acquisiva in locazione finanziaria (leasing) per poi appropriarsene fraudolentemente e successivamente cederli a ricettatori italiani e stranieri che li trasferivano all’estero, per la maggior parte in Albania e in Libia. Nel corso dell’indagine, attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali e numerosi pedinamenti e appostamenti, è stata ricostruita la struttura di quest’organizzazione criminale che si avvaleva anche di metodi violenti nella gestione delle società, in particolare nella riscossione dei crediti. Le società venivano utilizzate per i loro propositi criminali e poi fatte fallire. A capo dell’ organizzazione Giovanni Iannone 57 anni di Isola di Capo Rizzuto insieme ai suoi familiari e un gruppo di persone che fungevano da ricettatori. Nel corso dell’indagine è stato possibile ricondurre all’organizzazione otto società, tutte operanti nel settore del “movimento terra” attualmente dichiarate fallite. Le indagini hanno, inoltre, documentato rapporti tra il sodalizio di Cremona e alcuni personaggi legati alla ‘Ndrangheta del Crotonese tra cui Francesco Lamanna, considerato affiliato alla cosca cutrese riconducibile a GRANDE ARACRI Nicolino, e probabilmente una parte dei mezzi sottratti alle società di leasing era stata dirottata nel Cutrese.

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